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Papa Leone in Africa: dall'Algeria al Camerun, percorrendo vie di fratellanza

L’Algeria prima e poi il Camerun, i primi due Paesi visitati da Leone nel suo viaggio africano che prosegue questa settimana ci hanno raccontato di un Papa, figlio di Agostino, il Santo di Ippona a cui ha reso omaggio e che si muove come Francesco andando alle periferie geografiche, esistenziali, economiche del mondo.

Sulle orme di Agostino e dei martiri d'Algeria

Se nel viaggio nella terra di Agostino, Prevost ha incontrato un cristianesimo periferico almeno come minoranza, rilanciando un messaggio di unità e di dialogo sottolineato dalle storie dei 19 martiri di Algeria uccisi nel Paese tra il 1994 e il 1996 durante la guerra civile, in Camerun c’è stato l’incontro con una periferia esistenziale del mondo, soprattutto a Bamenda, in una regione tormentata da anni di guerra civile.

Il Papa in Algeria ha reso omaggio all’esempio di fratellanza senza confini religiosi della piccola Chiesa locale, incoraggiandola ad essere segno di pace e presenza discreta ma significativa. Proprio da uno dei martiri di Algeria, fratel Luc, trappista e medico a Tibhirine ucciso con gli altri confratelli nell’eccidio del 2 maggio 1996, Leone ha tratto spunto per un messaggio rivolto ai cristiani del Medio Oriente.

L'invito alla fedeltà e alla carità

«Di fronte alla possibilità di partire e mettersi in salvo da potenziali pericoli, a costo però di abbandonare pazienti e amici, egli rispondeva: «Io voglio restare con loro». E così fece. Un invito allora ai cristiani di queste terre a rimanere fedeli alla carità «di fronte all’odio e alla violenza», e di farlo «assieme a tanti altri uomini e donne, cristiani e musulmani».

Una fratellanza contro la violenza che Leone ha trovato anche in Camerun terra di conflitti in corso. Se in Algeria i cattolici sono una sparuta minoranza in un oceano di musulmani, in Camerun i cristiani sono il 64% di cui un 38% di cattolici, mentre il resto sono musulmani o aderenti a religioni locali. Poi ci sono le lingue: la maggioranza della popolazione oltre alle decine di idiomi locali parla francese e una minoranza è anglofona. Attualmente al potere, ormai da decenni, ci sono i francofoni.

Bamenda: nel cuore di una guerra dimenticata

A Bamenda, luogo di scontri civili importanti e violenti, Leone è arrivato in piena continuità con il ministero delle periferie del mondo di Francesco, per visitare una città ferita, capoluogo della Regione Nord-Occidentale, il cuore pulsante e sanguinante di una guerra dimenticata che il mondo ha preferito ignorare per quasi un decennio.

Qui infatti i separatisti della Repubblica di Ambazonia, stato indipendentista non riconosciuto dalla comunità internazionale si battono contro le forze governative. Una violenza iniziata nel 2016, con migliaia di morti, circa 700mila sfollati e la povertà a dismisura.

Il ruolo della Chiesa e il messaggio di pace

La Chiesa cattolica non è rimasta a guardare. Fin dall’inizio della crisi, i vescovi camerunensi insieme ad altre Chiese e ai leader musulmani hanno cercato di svolgere un ruolo di mediatori, come ha osservato il Papa, «senza lasciarsi strumentalizzare», a favore della pace.

In questo contesto, grazie anche ad un «cessate il fuoco» concesso dai separatisti, Leone ha celebrato la Messa nella affollata spianata dell’aeroporto. «Dio è novità, Dio crea cose nuove, Dio ci rende persone coraggiose che, sfidando il male, costruiscono il bene», ha detto, esortando i presenti a «trasformare la storia di questo Paese, ricomponendone l’unità». Continua così il viaggio del pellegrino di pace Leone, promotore di vie di fratellanza.

La Chiesa d'Algeria approda in Ticino: mostre, cinema e grandi incontri

Tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, il Canton Ticino ospiterà una serie di appuntamenti imperdibili per scoprire la storia, il sacrificio e il presente della Chiesa in Algeria. Un viaggio tra memoria e dialogo interreligioso che vedrà la partecipazione di ospiti di rilievo internazionale.

Dall'29 aprile al 7 maggio | Mostra

  • Titolo: «I beati martiri di Algeria»

  • Luogo: USI/FTL, Campus Ovest (Lugano)

  • Orari: Visitabile dalle 11:00 alle 17:00

  • Cosa aspettarsi: Un percorso espositivo dedicato ai testimoni della fede in terra algerina.

Lunedì 29 aprile | Cinema e Testimonianza

  • Evento: Proiezione del film "Uomini di Dio" (Des hommes et des dieux)

  • Luogo: Cinema Iride, Lugano

  • Trama: Il celebre film che narra l'eroica vicenda dei monaci trappisti di Tibhirine.

Lunedì 5 maggio | Dibattito Islamo-Cristiano

Il momento clou della rassegna sarà un confronto a più voci sul tema della convivenza e della fede.

  • Orario: 20:45

  • Luogo: Auditorium USI, Lugano

  • Relatori:

    • Cardinale Jean-Paul Vesco: Arcivescovo di Algeri.

    • Luan Afmataj: Imam della moschea di Bellinzona.

    • Martino Diez: Direttore della rivista Oasis e docente all'Università Cattolica di Milano.

  • Moderatore: Claudio Mésoniat, giornalista.

Questi eventi offrono un'occasione per approfondire la realtà di una "Chiesa del dialogo", capace di restare vicina al popolo algerino anche nei momenti più bui della storia recente, e per riflettere sulle sfide attuali del confronto tra cristianesimo e islam.

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