Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • «Ruminatio sinodale»: In un abbraccio è già detto tutto

    Quanto è vera, a volte quanto è tagliente la frase: «una persona vale per il tempo che ti dedica». È come dire che la qualità della relazione in gioco tra due persone, il senso dell’essere presenti o assenti nella vita degli altri, l’evidente positività di alcuni o la negatività di altri, nel tempo condiviso insieme trovano la loro misura in qualità e in quantità, così come per intensità.

    Spesso è proprio così: rispetto a un’altra persona, uno vale per il tempo che ad essa dedica in accoglienza, presenza, ascolto, comprensione, consolazione... perché tutti hanno bisogno di ritrovarsi dentro un abbraccio di amore; e ogni tipo di assenza altro non è che il segno, ancora non compreso, di un abbandono già avvenuto.

    È innegabile che ci sentiamo tutti un po’ orfani di un fratello, di una sorella, d’anima, ogniqualvolta ci troviamo nel bel mezzo del nulla, quando avvertiamo in noi forte il bisogno di un dialogo di senso e di orientamento, di verità e di libertà.

    Distanti dai giudizi sbagliati che spesso ci ritroviamo appiccicati addosso, con la fiducia a fior di pelle, eccoci richiamati a fare nostra l’esperienza della semplicità, seppure dentro la vastità di tutto ciò che ci circonda. È una maniera per sopravvivere, quella di un abbraccio, quella di un dialogo non fatto solo di parole bensì di gesti di presenza e vicinanza a pelle.

    Il centro di una circonferenza differente è dato da parole di cuore, da dialoghi dove il bene e la risurrezione della persona accanto hanno un valore inestimabile per cui spendere la propria presenza, giocare il proprio essere lì accanto, il proprio respiro di vita. Che sia davvero un dovere di umanità, quello di imparare ad immolarsi per i sogni degli altri? Forse proprio sì!

    Dentro un abbraccio molto più eloquente di mille parole, il mondo dentro e fuori fa meno paura se c’è accanto qualcuno che ci stringe a sé, lanciandoci in un Oltre dalle dimensioni più grandi di tutti, perché fatto di amore puro e di infinito.

    don Sergio Carettoni

    News correlate

    Giubileo delle équipe sinodali: Roma accoglie duemila delegati da tutto il mondo. Presente anche il Ticino

    Dal 24 al 26 ottobre oltre duemila membri delle équipe sinodali parteciperanno a Roma al Giubileo dedicato alla fase di attuazione del Sinodo. Tra loro una ventina di delegati svizzeri, tra cui 5 rappresentanti della diocesi di Lugano.

    Eugenio Corecco, profeta della Chiesa sinodale

    Nel 30° anniversario della morte di mons. Eugenio Corecco, un’edizione speciale del Bollettino ne celebra l’eredità profetica: la visione della Chiesa come comunione, il valore dei carismi e un diritto canonico della grazia, temi oggi centrali nel cammino sinodale della Chiesa. Sabato 11 ottobre la giornata degli Amici a Breganzona-Lucino con P. Mauro Lepori.

    Alcune sfide aperte dal Sinodo a favore di una piena corresponsabilità

    Il cardinale Coccopalmerio, a Lugano per ricordare mons. Corecco, riflette sul futuro sinodale della Chiesa: più partecipazione, dialogo e corresponsabilità. Propone consigli pastorali obbligatori e voto deliberativo per una vera sinodalità guidata dallo Spirito.

    La Rete pastorale «Madonna della Fontana» del locarnese tra gli esempi di sinodalità

    «Un cammino di ascolto reciproco, per nuove modalità di essere comunità»

    «Ruminatio sinodale»: Ut unum sint

    Settimo tema: «Cristiani ecumenici». Continua la riflessione di don Sergio Carettoni sui temi sinodali.

    «Ruminatio sinodale»: Che ci sia un inizio, ma anche una fine

    Settimo tema: «Cristiani ecumenici». Continua la riflessione di don Sergio Carettoni sui temi sinodali.

    News più lette