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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • Un gruppo sinodale con il ticinese, abate Lepori

    Sinodo: in dirittura d'arrivo il documento finale di sintesi

    Un documento di circa 40 pagine, di carattere transitorio. Così Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero vaticano per la comunicazione, ha definito la relazione di sintesi con cui si concluderà la prima fase del Sinodo dei vescovi sulla sinodalità. Al briefing di giovedì in sala stampa vaticana erano presenti il cardinale svizzero Koch, il presidente della Conferenza episcopale polacca, il metropolita Josif e i rappresentanti della Chiesa metodista e della Chiesa pentecostale.  Paolo Ruffini ha riferito che «stamattina è cominciato l’esame della bozza della Relazione di sintesi da parte dei Circoli minori per la presentazione dei “modi” collettivi che possono essere integrativi, sostitutivi, cancellativi».

    "La Commissione per la relazione del documento di sintesi ha condiviso alcuni criteri di base del documento”, ha riferito Ruffini precisando che «il Documento che sarà sottoposto al Papa come outcome del Sinodo sarà quello approvato nella prossima Assemblea, a ottobre 2024». Mentre «il Documento che è in discussione adesso ha una natura diversa, è transitorio, per aiutarci a capire dove siamo, fare memoria di cosa si è detto in queste quattro settimane di discernimento e riavviare un processo circolare che continuerà fino all’anno prossimo”.

    La relazione di sintesi che sarà votata sabato 28 ottobre al pomeriggio “sarà un documento di circa 40 pagine – ha anticipato Ruffini – che certo non potrà contenere ogni dettaglio, ma indicherà i punti dove il discernimento è andato più avanti e quello dove deve andare più in profondità. Il linguaggio sarà discorsivo, per incoraggiare tutto il popolo di Dio, chi è già in cammino e chi vuole intraprendere o continuare questo cammino. Questa esperienza di sinodalità vuole farci comprendere e apprendere come camminare insieme, come cercare soluzioni insieme senza escludere nessuno e senza cedere alla tentazione del clericalismo”. Alla prossima sessione del Sinodo, tra un anno esatto, parteciperanno gli stessi membri.

    «Prima dell’inizio del lavoro nei Circoli, dopo la preghiera, la Commissione per la redazione del Documento di sintesi ha condiviso con l’Assemblea i criteri che sono alla base del Documento che sarà sottoposto a votazione sabato e che adesso stiamo esaminando» ha spiegato il prefetto. Precisando che

    In particolare, «il Documento dovrebbe contenere i punti dove il discernimento è più avanti e anche quelli che richiedono di andare più in profondità. Dovrà riportare tutto con fedeltà. Siamo dentro un processo che è una circolarità. L’Assemblea restituirà al popolo di Dio il proprio discernimento. Così come il popolo di Dio, ascoltato, ha offerto alla assemblea il proprio».

    «Si tratta di un cammino» ha insistito Ruffini, «e certamente il Documento per la sua natura e anche brevità — sono 40 pagine, non avrebbe senso un testo transitorio di 100 o 200 pagine — non potrà contenere ogni dettaglio». Il linguaggio dovrebbe essere discorsivo, ha aggiunto, e così «il Documento servirà a incoraggiare chi già è in cammino: tutti i battezzati, i laici e le laiche, i diaconi, sacerdoti, i vescovi, i consacrati, le consacrate. Tutti dovrebbero sentirsi incoraggiati e ringraziati per intraprendere o continuare il cammino. E tanti sono già in marcia».

    «Ci sono tante cose belle nella Chiesa che purtroppo a volte non appaiono» ha proseguito il prefetto: «Il Documento dovrà servire anche a portare energia e gioia a questa esperienza di sinodalità». In ciò, ha concluso, la «motivazione  del Documento deve essere chiara: servirà a farci comprendere e ad apprendere come camminare insieme; a cercare soluzioni insieme, mano nella mano, senza escludere nessuno». Nella consapevolezza che il «popolo di Dio ha bisogno di sacerdoti e laici che camminano insieme in modo sereno, senza cedere né gli uni né gli altri alla tentazione del clericalismo».

    vedi nel dossier Sinodo su catt.ch gli altri interventi tra i quali il briefing ecumenico del 26 ottobre

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