di Cristina Uguccioni
Tornerà a Milano, dal 18 al 22 marzo, Soul, il Festival di spiritualità nato dalla complicità bella e operosa di persone e istituzioni appassionate dell’umano e decise a mettere al mondo cose buone, con intelligenza e profondità. Giunto alla terza edizione e divenuto ormai un appuntamento molto atteso, il Festival è organizzato dalla Diocesi di Milano e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patrocinio del Comune di Milano. “Mistero, il canto del mondo” è il tema, suggestivo e coinvolgente, di questa edizione. Ogni anno, infatti, il Festival si concentra su un tema specifico e sempre la scelta, effettuata dal Comitato dei Curatori, cade su esperienze umane fondamentali, che appartengono a tutti, ma che sono poco presenti nel discorso pubblico.
Un invito ad entrare nel mistero
«Il Festival – sottolinea Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – invita a entrare nel mistero, e ciò rappresenta un’esperienza di particolare valore in una società che tende a trattare tutto come un problema. Il mistero infatti non è un problema che attende una soluzione; è una presenza in cui siamo immersi e che ci interroga. Una rassegna dedicata al mistero sollecita un pensiero che non sia solo consolatorio, ma che scuota la coscienza. È un invito all’umiltà intellettuale e, allo stesso tempo, allo stupore profondo».
Favorire sguardi e ascolti attenti e pazienti
Ideatore e curatore della manifestazione è Aurelio Mottola, direttore editoriale di Vita e Pensiero, la casa editrice dell’Università Cattolica. «Mistero – osserva – è una parola evocativa, carica di suggestioni, che tutti conoscono, e che il Festival intende proporre secondo due significati essenziali: mistero è anzitutto la dimensione non visibile della realtà. Non visibile non significa assente: nel mistero, infatti, siamo immersi. Il mistero è inoltre ciò di cui non possiamo disporre e che non possiamo fabbricare con le nostre mani o con le risorse della tecnica. Oggi facciamo fatica a riconoscere, a percepire questo lato nascosto della realtà: i sensi del nostro spirito sembrano offuscati, intorpiditi da fattori molto potenti, quali l’iperconsumo della società turbocapitalistica e la saturazione digitale». Accedere a questa dimensione della vita che intuiamo essere preziosa, vitale per l’esistenza di ciascuno, «è questione di sguardo e di ascolto», prosegue Mottola: «Soul vorrebbe favorire sguardi e ascolti attenti e pazienti che ci introducano alla ricerca delle tracce con cui il mistero entra in risonanza con la nostra vita visitandola». In questa prospettiva saranno molte le discipline coinvolte: dalla teologia alla letteratura, dall’arte alla musica, dalla scienza alla poesia al teatro.
Settanta incontri in cinque giorni
Nei cinque giorni del Festival si terranno settanta incontri: vi saranno conferenze, concerti, dialoghi, reading, cene monastiche, esercizi spirituali, spettacoli. Si potranno incontrare e ascoltare oltre novanta personalità di alto profilo, tra cui i cardinali José Tolentino Mendonça e Jean- Paul Vesco, il teologo Pierangelo Sequeri, gli scrittori Pablo d’Ors e Javier Cercas, lo psicoanalista Massimo Recalcati, i sociologi Mauro Magatti e Chiara Giaccardi, la giurista Claudia Mazzucato, l’arcivescovo Mario Delpini, i filosofi Jean- Luc Marion e Silvano Petrosino. Prestigiose le sedi degli incontri: fra le altre, il Duomo, il Teatro alla Scala, il Museo Diocesano, la basilica di San Simpliciano, la Chiesa di santa Maria presso San Satiro, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco. Tutti gli incontri saranno a ingresso libero, previa prenotazione online.
Per conoscere il programma dettagliato e prenotare: www.soulfestival.it.