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Dom 29 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Dagli oltraggi di Cristo, il segreto per la pace del cuore. Un commento per la Domenica delle Palme

    di Suor Sandra Kuenzli*

    San Paolo afferma che in Cristo c’è stato il «sì». Per questo, sempre attraverso di lui, «sale a Dio il nostro Amen per la sua gloria» (2 Cor 1, 19-20). Gesù ha aderito alla volontà del Padre con tutta la sua esistenza, anche quando gli costava, anche nel dolore, come quando ha dovuto affrontare la grande prova della sua Passione. Così pregava nell’Orto degli ulivi: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice, tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22, 42). Invochiamo il Padre perché ci aiuti a compiere la sua volontà, come ha fatto Cristo. Maria ha risposto con il suo «fiat» a Dio fino alla croce, quando una spada ha trapassato la sua anima come le aveva predetto Simeone al Tempio.

    La Domenica delle Palme, contempliamo Gesù, l’umile servo di Jahvè, osannato per poco tempo. Nella sua breve esistenza, in cambio dell’amore che è venuto a portare, ha trovato il rifiuto; un rifiuto che l’ha condotto fino alla morte. Dalla sua morte è scaturita la Vita perché il fiore, quando è calpestato, profuma ancora di più, come scriveva sant’Ambrogio: «Il fiore che sboccia nelle avversità è il più bello e il più raro di tutti» (Anonimo). «Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio perché ne seguiate le orme. Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca. Oltraggiato non rispondeva con insulti, maltrattato non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché non vivendo più per il peccato vivessimo per la giustizia (…).Dalle sue piaghe siamo stati guariti» (1 Pt 2,21-24).

    La pace del cuore è un cammino lungo, fatto di preghiera, di sacrificio, di conversione, di perdono e di amore a Dio e al prossimo. La pace è dono di Dio, mentre l’agitazione è spesso provocata dal Nemico. Il Signore vuole la nostra pace. Quando si ha la pace nel cuore, si è più forti per affrontare le prove e le avversità della vita, e per offrirle al Signore come profumo d’incenso. Per tenere viva questa fiammella, occorre alimentarla costantemente con la preghiera, sia vocale che silenziosa. Il silenzio amoroso favorisce la pace. Dobbiamo vivere in questo mondo e custodire quella «cella interiore», che è il nostro cuore, senza disperderci troppo. È importante meditare assiduamente la Sacra Scrittura. La pace, scriveva sant’Agostino, è «la tranquillità dell’ordine». Quando il Signore ci fa questo dono, lo possiamo donare agli altri, anche senza accorgercene. «La preghiera non cambia il mondo ma cambia la persona che, poi a sua volta, cambia il mondo» (Padre Slavko Barbari).

    Chiediamo alla Madonna, nostra madre e avvocata, di aiutarci a seguire il suo esempio e quello di suo Figlio Gesù, per arrivare sicuri alla meta. Pensiamo anche la Giornata Mondiale della Gioventù è stata istituita da san Giovanni Paolo II nel 1985, proprio la Domenica delle Palme.

    *agostiniana

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