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"Festeggiare il Natale ci dà la certezza di non essere mai soli"

Oggi 7 gennaio 2021 in tutte le Chiese cristiane orientali si festeggia il Natale Ortodosso, come da tradizione il giorno dopo l’Epifania del Signore per la Chiesa Cattolica: la differenza però, diversamente da quanto si possa credere, non è in termini “scismatici” ma per una mera differenza di calendario liturgico. Le Chiese orientali cattoliche e ortodosse seguono il calendario giuliano e per questo motivo festeggiano il 7 gennaio come giorno del Natale: si tratta di Russia, Bielorussia, Serbia, Croazia, Macedonia ma anche le Chiese cattoliche greco-ucraine oltre alle Chiese del Medioriente.

Festeggiare il Natale ci dà la certezza di non essere mai soli e ci dà la forza per non temere di guardare al futuro. E il motivo è che Dio si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Questo il centro della riflessione dell’arcivescovo maggiore di Kiev-HalyicSua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, nel giorno in cui anche i fedeli greco cattolici dell'Ucraina festeggiano il Natale, come molte Chiese d'oriente, cattoliche e ortodosse.

All'Angelus di domenica scorsa il saluto e l'augurio del Papa "di un Santo Natale nella luce di Cristo nostra pace e nostra speranza". Nelle parole dell'arcivescovo anche il frutto principale che un periodo difficile come questo, segnato dalla pandemia, sta portando: la certezza che solo la solidarietà ci salverà, solo la scoperta della nostra comune appartenenza alla famiglia umana, con tutta la sua dignità ma anche con la sua vulnerabilità:

"Quest'anno Il Natale è veramente particolare. Anzitutto perché lo celebriamo nel contesto della pandemia, cioè di un problema che ha toccato tutto il mondo. Ma proprio il Natale per noi è la fonte della speranza, perché la speranza nasce dalla fede e noi cristiani vediamo in questo Bambino, il Dio fatto carne. Proprio questa fede natalizia ci dà la speranza, ci dà la luce, ci dà la sicurezza che anche nell'anno che viene saremo insieme con Lui, non saremo abbandonati. Nel Signore nato in Betlemme, è la nostra speranza".

Lei di solito trascorre il Natale nella sua terra, con la sua comunità. Qual è, in particolare, il suo messaggio di auguri che rivolge ai fedeli dell'Ucraina e di tutta la vostra regione, ferita dalla guerra e dalla povertà, ma anche forte nella fede?

"Il messaggio natalizio è 'non abbiate paura, non temete!'. Sono le parole dell'Angelo che si è rivolto ai pastori che vigilavano sui loro greggi. L'angelo dice: 'Non temete, perché vi annuncio una grande gioia che sarà la gioia per tutto il popolo'. Ecco, proprio il popolo ucraino teme, ha tante paure perché non ha sicurezze umane per il prossimo anno. Ci sentiamo veramente impauriti di fronte al nostro futuro. Ma proprio queste parole dell'angelo nel Natale, rivolte a tutti noi, ci rincuorano "Dio è con noi". Ci fanno capire che possiamo vincere la paura solo capendo che il nostro futuro non è apocalittico, nel senso della distruzione della civiltà, della morte o dei disagi. No, il nostro futuro è Cristo. Lui è il centro e il vertice della storia umana e questo futuro non dobbiamo temerlo perché ci viene presentato come un tenero Bambino".

Continua a leggere l'intervista su Vatican News

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