Nelle ultime ore a Gaza la situazione “si è un po’ calmata” e i fedeli della parrocchia della Sacra Famiglia hanno potuto vivere in serenità la liturgia del Venerdì Santo, preparata con cura “dai ragazzi, dalla corale, dai chierichetti, dal gruppo delle ragazze Figlie di Maria, dalle suore, un lavoro di tutti e alla fine è partito un applauso spontaneo”. Il parroco, padre Gabriel Romanelli, è grato per la serenità nella quale si è potuta svolgere la celebrazione, in arabo, “come si usa qui, perché è la lingua principale dei cristiani del Medio Oriente”, spiega, descrivendo la tradizionale processione funebre di Gesù, “con il corpo preparato con dei fiori artificiali, impossibile trovarne di freschi a causa della guerra, però abbiamo fatto del nostro meglio, usando i petali di fiori secchi messi da parte appositamente durante tutto l’anno”.
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