Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 febbraio 2026)
Advertisement
  • Il congresso mondiale dei leader religioni in Kazakhstan nel 2022

    Il dialogo interreligioso nei 10 anni di pontificato di Francesco. Il commento del prof. Adriano Fabris

    di Adriano Fabris*

    Nei dieci anni del pontificato di Papa Francesco la questione del dialogo interreligioso è stata al centro dell’interesse, dell’attività, dei segni che questo Pontefice ha concretamente manifestato. Non si è trattato solo di pensare alle condizioni di fondo per cui un dialogo è possibile e va promosso, ma soprattutto di far vedere in che modo praticarlo. Anche di ciò Papa Francesco è stato testimone e modello.
    La prima cosa da mettere in evidenza è l’idea che il Santo Padre ha del dialogo. È un’idea che muove dalla profonda consapevolezza della fratellanza di tutti gli esseri umani. Già nella Dichiarazione di Abu Dhabi firmata da Papa Francesco e dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, veniva detto esplicitamente che Dio ha chiamato tutti gli esseri umani «a convivere come fratelli fra di loro». È dunque la comune creaturalità a giustificare la fratellanza. Ed è questa fratellanza a motivare al dialogo invece che allo scontro, alla costruzione della pace, invece che al conflitto.
    Il testo in cui il Papa parla di dialogo interreligioso nella maniera più profonda e chiara è il capitolo ottavo – intitolato «Le religioni al servizio della fraternità nel mondo» – dell’enciclica Fratelli tutti. In esso viene detto che le religioni sono chiamate a offrire «un prezioso apporto per la costruzione della fraternità e per la difesa della giustizia nella società» in quanto partono «dal riconoscimento del valore di ogni persona umana». Perciò la loro presenza è essenziale al fine di promuovere «la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio». Si tratta di un compito a cui la comunità cattolica non può sottrarsi, se vuole comprendere e mettere all’opera «la bellezza dell’invito all’amore universale» che proviene dai Vangeli. Come si vede, l’incontro fra le religioni è qualcosa che si compie nella pratica, piuttosto che privilegiando i dibattiti teorici. Il dialogo si realizza soprattutto nei rapporti fra le persone, in un fare comune, piuttosto che nelle trattazioni volte a confrontare assunti dogmatici. Solo attraverso tali rapporti concreti un dialogo è in grado di dare frutti.
    Dicevo all’inizio che di questa pratica dialogica Papa Francesco è stato testimone e modello. Lo è stato ad esempio con i suoi viaggi. Ne cito due, che chiamano in causa il legame con i fratelli dell’Islam.
    Al primo ho già accennato. Si tratta del viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti che ha condotto, il 4 febbraio 2019, alla firma del Documento di Abu Dhabi «Sulla fratellanza umana e per la convivenza e la pace comune». Il secondo viaggio ha portato il Santo Padre in Barhain, dal 3 al 6 novembre 2022, dove ha preso la parola al «Bahrain Forum for Dialogue: East and West for Human Coexistence».
    Entrambi i viaggi sono emblematici. Non solo perché sono esempi del fatto che l’impegno religioso porta «alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti, anzi tra i credenti e i non credenti, e tra tutte le persone di buona volontà». Lo sono perché sono segni di un cammino: del fatto che il dialogo è un cammino, nel quale si accompagna i fratelli e ci si fa accompagnare da loro. Anche questo ci ha insegnato, nei dieci anni del suo pontificato, Papa Francesco.
    *Direttore dell’Istituto «Religioni e teologia» (ReTe) presso la Facoltà di teologia di Lugano

    *Direttore dell’Istituto «Religioni e teologia» (ReTe) presso la Facoltà di teologia di Lugano

    News correlate

    Le Chiese evangeliche riformate del Ticino si schierano in difesa della SSR

    Forte preoccupazione per l’iniziativa “200 franchi bastano!" sulla quale i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare l’8 marzo. L’informazione religiosa e la difesa della dimensione spirituale potrebbero essere a rischio.

    COMMENTO

    La Chiesa nel 2025 dal mondo al Ticino: una fecondità di vita da accogliere con responsabilità

    Una lettura dei principali eventi ecclesiali, oltre al Giubileo, dalla morte di papa Francesco all'elezione di papa Leone, le ricchezze e le fragilità della Chiesa nell'anno giubilare, la GmG svizzera, le novità in Curia a Lugano e il processo per abusi dell'agosto 2025 in Ticino.

    "Differenze in dialogo": la proposta delle comunità religiose a Lugano

    Rosemarie Mazzocchi, del Forum delle religioni della Svizzera italiana, presenta l'evento in programma per la Settimana delle religioni a Lugano il 23 novembre: il dialogo è l'unica alternativa possibile ai conflitti. Intanto in Ticino cresce, di anno in anno, l'interesse per queste proposte.

    La carità concreta di Papa Francesco. Un bilancio con Caritas Ticino a 10 anni dalla Laudato si'

    Si è tenuto venerdì 26 settembre, a S. Antonino, presso il nuovo Centro di ecologia integrale di Caritas, il Convegno internazionale "Il bene è comune?". Cronaca e foto

    Al Centro di Ecologia integrale di Caritas Ticino, un convegno a 10 anni dall'enciclica "Laudato si’"

    A Sant’Antonino, il 26 settembre, il Centro Laudato si’ di Caritas Ticino convegno per i 10 anni dell’enciclica di Papa Francesco. Due sessioni con esperti e giornalisti per riflettere su ecologia integrale, società e futuro sostenibile. Partecipazione gratuita su iscrizione. Qui interviste di approfondimento.

    La "roadmap" non scontata di un Papa che si chiama Francesco

    I passi compiuti da Francesco in un decennio di papato missionario e riformatore.

    News più lette