Riaprire tutti i canali di dialogo. È quanto ribadito nel corso di una telefonata, nella mattinata di ieri, 3 aprile, da Leone XIV a Herzog, in occasione delle festività pasquali. Come informa la Sala Stampa della Santa Sede, durante il colloquio con il Presidente dello Stato di Israele, “è stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente". Nella conversazione, inoltre, ci si è soffermati sull’importanza di "proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario", precisa ancora il comunicato della Sala Stampa vaticana.
Un’urgenza, quella della pace e del sostegno ravvicinato alla popolazione sofferente, che il Papa ha poi anche ribadito in una seconda importante telefonata, questa volta con Volodymyr Zelensky. Per l’Ucraina si avvicina infatti una nuova Pasqua sotto le bombe e il Papa ha voluto farsi prossimo alla sofferenza di una popolazione segnata da quattro anni di guerra. Un secondo comunicato della Sala Stampa vaticana riferisce della “vicinanza al popolo ucraino” espressa dal Papa al presidente ucraino e del punto fatto sulla situazione umanitaria, per la quale si è ribadita “l’urgenza di assicurare gli aiuti necessari alla popolazione provata dal conflitto”.
Liberazione dei prigionieri, cessazione delle ostilità
Altra considerazione condivisa tra il Papa e Zelensky è stata quella sugli sforzi messi in campo per “favorire - si legge nella nota - iniziative di carattere umanitario, specialmente per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri”. Al termine del colloquio è stato “rinnovato l’auspicio che, con l’impegno e il concorso della comunità internazionale, si possa giungere quanto prima alla cessazione delle ostilità e a una pace giusta e duratura”.
Vaticannews/red