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Lun 23 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Il Papa è in Lettonia, dove ha salutato "i martiri e le radici cristiane" del popolo

    Papa Francesco è arrivato oggi proveniente dalla Lituania a Riga, capitale della Lettonia. Una terra dove i cattolici sono il 21% della popolazione, gli ortodossi l'11% e i luterani il 25%. Bergoglio ha reso visita alle autorità nel cortile del Palazzo presidenziale e ha avuto un incontro di cortesia al presidente, Raimonds Vejonis. Il Papa ha poi deposto fiori in una cerimonia al Monumento della Libertà."Sono lieto -ha detto il Papa alle autorità- di sapere che nel cuore delle radici che costituiscono questa terra si trova la Chiesa Cattolica, in un'opera di piena collaborazione con le altre Chiese cristiane, il che è segno di come sia possibile sviluppare una comunione nelle differenze», ha detto ancora Francesco. «Così come ha nutrito la vita del vostro popolo, oggi il Vangelo può continuare ad aprire strade per affrontare le sfide attuali, valorizzando le differenze e soprattutto promuovendo la comune-unione tra tutti", ha concluso.

    L'evento ecumenico a Riga

    In mattinata il Papa ha successivamente partecipato ad una cerimonia ecumenica dove ha incontrato esponenti di confessione luterana, cattolica, ortodossa, battista, metodista, episcopale, anglicana, dei due rami della Chiesa Pentecostale e di altre Chiese. Bergoglio ha posto l'accento sulla necessità di un "ecumenismo vivo" quello che caratterizza le Chiese in Lettonia. "Lo Spirito Santo - ha detto il Papa - continui a tessere artigianalmente legami di comunione tra noi", così da rendere anche noi "artigiani di unità" in modo che "le differenze non diventino divisioni".

    L'incontro con i fedeli cattolici nella Cattedrale della capitale lettone

    Successivamente, visitando la Cattedrale il Papa ha ricordato le persecuzioni subite dal popolo e dai fedeli lettoni sotto i regimi nazista e sovietico. Ricordando quell'epoca Bergoglio ha citato San Giovanni Paolo II: "Sopportazione e speranza, sempre con pazienza». E ha concluso: "Voi che avete attraversato molte stagioni siete testimonianza viva di speranza ma anche di profezia. Non dimenticatevi che siete radici di un popolo, radici di giovani germogli. Mantenete vive queste radici, perché i bambini e i giovani si innestino lì". Citando le parole di Cristo "Padre, che tutti siano una sola cosa. Perché il mondo creda”, Bergoglio ha invitato a trovare "l’unica strada possibile di ogni ecumenismo nella croce della sofferenza di tanti anziani e bambini". 

    La visita al Santuario della Madre di Dio di Aglona

    Il Papa in pomeriggio si è recato nel Santuario mariano di Aglona dove si erge la più importante chiesa cattolica del Paese, un luogo di culto mariano fondato dai domenicani. Bergoglio vi ha celebrato una Messa parlando in particolare della figura di Maria sotto la croce. "Maria che sta accanto alla croce rappresenta colei che sta accanto a coloro che soffrono, a coloro dai quali il mondo intero fugge, accanto anche a quelli che sono processati, condannati da tutti, deportati”, ha detto il Papa facendo riferimento alla tragedia tormentata della terra lettone dove le deportazioni non furono poche nel passato. Ma Francesco ha chiesto di alzare lo sguardo, andare avanti, superare senza dimenticare quei tempi bui, ricchi solo del sole dei martiri. "Maria si mostra come donna aperta al perdono, a mettere da parte rancori e diffidenze; rinuncia a recriminare su ciò che avrebbe potuto essere se gli amici di suo Figlio, se i sacerdoti del suo popolo o se i governanti si fossero comportati in modo diverso, non si lascia vincere dalla frustrazione o dall'impotenza”. E alla vergine il Papa ha rivolto un ultimo appello da Aglona: "Maria vuole donarci il suo coraggio, per stare saldamente in piedi; la sua umiltà, che le permette di adattarsi alle coordinate di ogni momento della storia; e alza la sua voce affinché, in questo suo santuario, tutti ci impegniamo ad accoglierci senza discriminazioni, e che tutti in Lettonia sappiano che siamo disposti a privilegiare i più poveri, a rialzare quanti sono caduti e ad accogliere gli altri così come arrivano e si presentano davanti a noi”.

    Dopo la celebrazione nel santuario mariano il Pontefice rientra ancora a Vilnius in Lituania, nella cui Nunziatura alloggia per tutta la durata del viaggio. Domani è in programma la tappa Estone del viaggio

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