di Silvia Guggiari
«Insieme porre fine alla fame» è il motto che da sempre accompagna la missione di Azione Quaresimale, ONG svizzera nata sulla spinta del Concilio Vaticano II che ha alla base l’impegno di vivere la solidarietà come espressione della fede e che ogni anno, nel periodo di Quaresima, lancia una campagna ecumenica in tutta la Svizzera, assieme ad HEKS/EPER (ONG della Chiesa riformata) non solo per raccogliere fondi da destinare ai progetti nei Paesi in cui opera, ma soprattutto per sensibilizzare la popolazione svizzera su questioni globali che toccano la dignità umana, quali il diritto al cibo, la giustizia climatica, e quest’anno in particolare il diritto di contadine e contadini ad avere accesso alle sementi locali. La Campagna ecumenica 2026 iniziata mercoledì scorso è la seconda del ciclo «La fame divora il futuro»; a presentarcela è Federica Mauri, responsabile PR di Azione Quaresimale nella Svizzera Italiana.
«Al centro dell’edizione di quest’anno, come ricorda il suo slogan “Seminare l’avvenire”, ci sono il diritto al cibo, ma soprattutto il diritto alle sementi, con un’attenzione particolare alla situazione in Colombia», spiega la Mauri. Il richiamo al diritto alle sementi ha sicuramente anche una valenza biblica: «Quello del seme come promessa di futuro, evocato nella parabola del buon seminatore. Ma con il nostro invito vogliamo anche richiamare la popolazione alla cura e all’attenzione per il creato, un dono da custodire. Poter disporre, condividere e coltivare in autonomia garantisce il pane quotidiano alle comunità e quindi le basi per una vita in dignità. Il creato – sottolinea Mauri – , è un dono da custodire, affinché tutti possano vivere con dignità».
La situazione in Colombia
Venerdì 6 marzo alle 18.30, al Centro Pastorale San Giuseppe a Lugano, Yolima Salazar Higuera, direttrice di «Vicaria del Sur», partner storico di Azione Quaresimale in Colombia, porterà la sua testimonianza offrendo la possibilità di conoscere più da vicino la realtà delle comunità rurali colombiane e comprendere quanto sia cruciale poter accedere, conservare e selezionare le sementi locali. Un diritto che oggi non è sempre garantito: «Negli ultimi anni, infatti, normative internazionali hanno favorito la diffusione delle sementi prodotte dalle grandi multinazionali, creando una crescente dipendenza economica e mettendo a rischio la sicurezza alimentare delle comunità contadine. Per secoli, gli agricoltori hanno selezionato e scambiato liberamente le sementi più adatte al proprio territorio. Oggi, invece, molte delle varietà commerciali non si adattano al clima e ai suoli locali, richiedono fertilizzanti e pesticidi e, in alcuni casi, sono sterili. Questo limita la libertà di scelta delle popolazioni e compromette non solo la sicurezza, ma anche la sovranità alimentare». Yolima racconterà l’esperienza di alcune realtà della regione amazzoni cacolombiana, dove fattorie locali coltivano prodotti sani e di alta qualità senza ricorrere a pesticidi o fertilizzanti chimici: «Le famiglie riescono non solo a garantire il proprio sostentamento, ma anche a vendere l’eccedenza al mercato, ottenendo un piccolo reddito che consente ulteriori miglioramenti e investimenti».
Vincere la povertà con progetti su misura
Ma come vengono scelti i progetti da finanziare durante la Campagna ecumenica? Chiediamo infine a Federica Mauri. «L’approccio dell’organizzazione si fonda sul principio dell’“aiuto all’autoaiuto”. Azione Quaresimale non costruisce diretta mente scuole o ospedali, ma lavora con partner locali – ONG, diocesi e realtà della società civile – che conoscono a fondo il territorio e i bisogni delle persone. Insieme si progettano interventi mirati, capaci di affronta re le cause strutturali della fame e della povertà, che assumono volti di versi in ogni Paese. Un esempio è l’esperienza dei gruppi di solidarietà, nati in India e poi replicati con successo in Madagascar e Senegal, basati su valori di mutuo aiuto e co operazione, questi gruppi hanno contribuito a ricostruire il senso di comunità e a sostenere le persone più vulnerabili nel rivendicare i propri diritti, come l’accesso alla terra. In India, in particolare, il lavoro con le Sabato comunità Dalit – gli “intoccabili” – ha permesso a molte famiglie di liberarsi dai debiti, ottenere titoli di proprietà e conquistare condizioni di vita più dignitose». Ciò che distingue Azione Quaresimale da una ONG laica «è la sua radice ecclesiale e spirituale. La Quaresima non è soltanto tempo di carità, ma anche di conversione personale e di rinnovamento. L’impegno per la giustizia nasce dal Vangelo e si traduce in azione concreta: anche il simbolo dell’organizzazione – una pagnotta sormontata da una croce – richiama il pane quotidiano e la condivisione». In Svizzera, dove le strutture sociali garantiscono protezione e nessuno muore di fame, la Campagna invita dunque «a riflettere sul proprio stile di vita e sulla responsabilità verso chi non gode delle stesse opportunità. Perché, come ricorda lo slogan, la fame non è solo un’emergenza del presente: è una minaccia al futuro di intere generazioni», conclude la Mauri.
Due eventi
Venerdì 6 marzo alle 18.30, al Centro S. Giuseppe a Lugano, in collaborazione con Caritas Ticino, testimonianza di Yolima Salazar («Vicaria del Sur») e Giuseppe De Santis («Rete dei Se mi Rurali»). Modera Gioele Anni, segue aperitivo.
Il 14 marzo Giornata di Azione con possibilità di vendere le rose solidali e le sementi «Sativa». Info: lugano@azionequaresimale.ch; www.vedere-e-agire.ch.