di Federico Anzini
La scintilla fu un anniversario. Nel 1960 l'Unione femminile cattolica ticinese compiva quarant'anni e le sue donne decisero di regalarsi una casa in montagna, aperta anche a chi una vacanza non se la poteva permettere. Sei anni dopo mons. Angelo Jelmini inaugurava a Camperio, in Val di Blenio, la Montanina. Sabato 5 settembre, la casa festeggia i sessant'anni con una giornata aperta a tutti: accoglienza dalle 9.15, Messa alle 10.30 con mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, parte ufficiale alle 11.30, segue pranzo e lotteria.
Un terreno della parrocchia e le lenzuola cucite in casa
A portare avanti il progetto furono soprattutto Dionigia Duchini, allora presidente dell'Unione femminile, e Rosita Genardini; cinque anni più tardi sarebbero state fra le prime donne elette in Gran Consiglio. Il terreno apparteneva alla parrocchia di Olivone; il resto arrivò a pezzi. Le socie e le ragazze dell'Unione femminile misero mano ad ago e macchina da cucire per coperte, lenzuola e tovaglie, mentre mobili e stoviglie entrarono in casa come regali.
«È giunto il momento di passare il testimone»
Corinna Franchi presiede la Società cooperativa La Favilla, proprietaria della casa, dal 2002. «Me l'ha chiesto la compianta Carmen Pronini», racconta, riferendosi alla storica presidente dell'Unione femminile scomparsa lo scorso gennaio. Da allora, dice, si è impegnata a ristrutturare la casa e a tenerla aggiornata. Poi una notizia che al sessantesimo non era in programma: «Ora però è giunto il momento di passare il testimone».
Volontari, e qualche operaio
Della cooperativa fanno parte l'Unione femminile, l'Azione cattolica ticinese e i soci indipendenti, oltre cinquanta in tutto. Il comitato lavora gratuitamente; per la manutenzione, le pulizie e la consegna delle chiavi la cooperativa retribuisce alcuni operai e collaboratori. Con 110 posti letto la Montanina è fra le case per gruppi più grandi del Cantone, e l'agenda lo conferma: «È molto usata, soprattutto in estate, durante le vacanze scolastiche, anche dalla Svizzera interna», osserva la presidente.
Dopo il cantiere, il piazzale
La ristrutturazione chiusa nel 2024, circa un milione e mezzo di franchi, ha portato la rampa d'accesso e un piano terra percorribile in carrozzina, nuovi bagni e docce, porte antincendio, pannelli solari e termopompa al posto della caldaia a gasolio. Di recente il Comune ha asfaltato la strada accanto alla casa e la cooperativa ne ha approfittato per sistemare anche il proprio piazzale. «Cerchiamo sempre di mantenerla aggiornata e bella», spiega Franchi.
Nella presentazione della nuova associazione «Amici della Montanina» c'è una richiesta esplicita: sostenere la casa e dare una mano ai volontari nei lavori di manutenzione. Qualche sabato all'anno con straccio e cacciavite. Chi andrà a Camperio per festeggiare, fra l'aperitivo e la lotteria, può anche cogliere l'occasione per unirsi ai volontari: la Montanina, dopo sessant'anni, ha ancora bisogno di mani e cuori che continuino la sua storia.