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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (15 gennaio 2026)
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  • Il Segretario Olav Tveit del CEC interviene davanti al Papa e ai vari leader

    L'ecumenismo dopo Ginevra: "L'unità tra cristiani è un segno per il mondo"

    La presenza del Papa ha lasciato un segno a Ginevra e al Consiglio Ecumenico delle Chiese. Ne è convinto il rev. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC). A pochi giorni dalla partenza di Francesco da Ginevra, i locali del centro ecumenico si stanno ancora svuotando…“È stata una giornata bellissima. Lo è stato per me e per tutte le Chiese. È stata la manifestazione che esiste un unico movimento ecumenico e che la Chiesa cattolica e la leadership di Papa Francesco sono impegnati seriamente in questa ricerca dell’unità insieme”. Risponde così ai colleghi dell'agenziasir che lo hanno intervistato.

    Rev. Tveit, che cosa l’ha colpito di più di Francesco?

    Fa vedere in maniera molto chiara il suo impegno personale e anche il suo amore per le relazioni ecumeniche. Colpisce anche il suo forte appello a essere più onesti, e più profondamente impegnati nella nostra ricerca dell’unità. Lui dà anche un forte incoraggiamento a vedere questa chiamata all’unità come una chiamata a una comune missione: dare insieme testimonianza del Vangelo al mondo. è un concetto che ci sta molto a cuore e che è stato al centro di una recente conferenza che si è svolta in Tanzania dove era presente anche una delegazione della Chiesa cattolica. Abbiamo molto parlato di come donare il Vangelo in un mondo secolarizzato. Abbiamo un compito che ci accomuna e anche Papa Francesco ne è consapevole e va in questa direzione.

    Ma dice anche che noi troveremo la nostra unità solo nella misura in cui cammineremo insieme. E questo corrisponde a ciò che anche le nostre Chiese credono.

    C’è stato qualcosa – una parola, un gesto particolare – che l’ha colpita particolarmente?

    Credo che tutti noi abbiamo potuto vedere quanto Papa Francesco desiderasse questa visita. E lo ha affermato in molti modi. Era qualcosa che gli stava veramente molto a cuore: mostrare il suo impegno per l’unità delle Chiese. Lo abbiamo visto nel modo in cui rispondeva a ciò che gli dicevamo, nei suoi discorsi pubblici, ma anche nelle conversazioni personali. Mi ha anche colpito il suo grande interesse nel supportare e incoraggiare ogni iniziativa volta a portare la pace nel mondo, promuovere i diritti, difendere la dignità di ogni essere umano. È stato un incredibile evento qui, a Ginevra, che ha attirato la stampa locale e internazionale. Una copertura mediatica che certamente è segno dell’interesse per ciò che Papa Francesco fa e dice ma che ha fatto vedere al mondo che cosa è il movimento ecumenico e cosa il Wcc fa nel mondo. Un’occasione anche per incoraggiare le nostre Chiese locali a fare di più per l’unità, per la giustizia e la pace nei loro contesti e un impulso a lavorare insieme.

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