Sono passati 9 anni dalla scomparsa di padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito a Raqqa, in Siria, il 29 luglio del 2013. La comunità monastica che il religioso aveva fondato nel 1982 per favorire il dialogo islamo-cristiano e l’incontro tra Oriente e Occidente - il monastero di Mar Musa al-Habashi - è ancor oggi viva e feconda. Nel libro “Paolo Dall’Oglio e la Comunità di Deir Mar Musa. Un deserto, una storia”, pubblicato da Effatà (con la prefazione di padre Federico Lombardi) e presentato ieri a Roma, Francesca Peliti raccoglie le testimonianze di chi ha accompagnato l’origine e la crescita di questa particolare esperienza umana, spirituale e culturale.
“Sono passati quasi nove anni - si legge dalla prefazione di padre Lombardi - dalla scomparsa di padre Paolo Dall’Oglio e abbiamo continuato a pensare a lui e ad attendere. Intanto non abbiamo potuto non interrogarci innumerevoli volte sul destino della Comunità di Deir Mar Musa da lui fondata, che pure ha continuato il suo cammino, ben oltre quanto molti si sarebbero aspettati. Come mai e come? Perché e con quali prospettive? Questo libro ci racconta e ci spiega molte cose, dando giustamente lo spazio principale alle testimonianze personali di tutti i membri della Comunità che ne fanno parte finora, o di altri che hanno partecipato più profondamente al suo cammino nel corso degli anni. Paolo è presentissimo, come origine, guida e ispiratore di questa straordinaria avventura, e anche con le sue lettere. Ma non c’è solo lui. Ed è proprio per questo che la Comunità c’è ancora”.
Il libro ripercorre la storia di tutte le Comunità nate dallo spirito di iniziativa di padre Dall’Oglio: Deir Mar Musa, in Siria, Deir Maryam al-Adhra a Sulaymanya nel Kurdistan Iracheno, e il monastero del SS. Salvatore a Cori, in Italia. Purtroppo il monastero dedicato a Mar Elian (san Giuliano) a Qaryatayn – un’oasi sulla strada verso Palmira – è stato distrutto dall’Isis nel 2015. Tutti questi luoghi sono “un esempio di monaci che nel rispetto della tradizione, degli spazi, della spiritualità dell’altro accoglie tutti, i fratelli musulmani e non solo contro ogni forma di assimilazione”, scrive il Comunicato stampa. Paolo Dall’Oglio ha infatti insegnato che la soluzione non è mai il sincretismo bensì il dialogo. “Questo libro ne racconta la storia attraverso le testimonianze dei protagonisti che hanno conosciuto Paolo che hanno deciso di condividere sentimenti ed esperienze”, sottolinea l’autrice. “Vuole quindi essere un viaggio iniziato per mano di padre Paolo, ma che non è finito con la sua scomparsa”.
Su Avvenire l'estratto di alcune Lettere private di padre Dall'Oglio raccolte nel libro.
(red)