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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (15 gennaio 2026)
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  • Papa a Ginevra: cos'è il Consiglio Ecumenico delle Chiese?

    Il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC)

    Il CEC è l’organismo più ampio ed inclusivo tra le diverse organizzazioni del movimento ecumenico moderno. Fondato ad Amsterdam (Paesi Bassi) il 22 agosto del 1948, è formato oggi da 348 chiese membro in 110 paesi del mondo e rappresenta circa 500 milioni di cristiani. Il CEC, con sede a Ginevra (Svizzera) comprende la maggior parte delle chiese ortodosse, numerose chiese protestanti storiche (anglicane, battiste, luterane, metodiste, riformate) e diverse chiese indipendenti: una “comunione di chiese” riunite per promuovere il dialogo e la riconciliazione fra le diverse tradizioni cristiane.

    I membri fondatori

    I membri fondatori del CEC provengono principalmente dall’Europa e dal Nord America, ma oggi la maggior parte dei membri si trova in Africa, Asia, Caraibi, America Latina, Medio Oriente e Oceania. Fra le tradizioni cristiane che non fanno parte del CEC, ci sono la chiesa cattolica, la chiesa avventista e l’Esercito della Salvezza, che però sono membri di varie organizzazioni ecumeniche nazionali e regionali. L’Esercito della Salvezza ha relazioni fraterne con il CEC, mentre il Vaticano collabora regolarmente con esso in diversi ambiti (in particolare nella Commissione Fede e Costituzione e nella Commissione Missione ed evangelizzazione).

    Storia 

    Nel 1910, in occasione della Conferenza missionaria di Edimburgo, diverse chiese (soprattutto protestanti) sottolinearono la necessità di intraprendere un cammino comune per l’unità, per eliminare “lo scandalo delle divisioni” fra i credenti. Alla fine degli anni ‘30 i due movimenti ecumenici Vita e Azione e Fede e Costituzione, nati negli anni ‘20, confluirono in un unico organismo. Nel 1938 un comitato provvisorio riunito a Utrecht pose le basi del futuro Consiglio ecumenico delle chiese, ma la fondazione effettiva del CEC fu ritardata dalla guerra e avvenne solo nel 1948. Il primo segretario generale del CEC fu l’olandese Willem A. Visser‘t Hooft, che come molti leader ecumenici del tempo si era formato nel movimento ecumenico giovanile World Student Christian Federation (WSCF), di cui era anche stato segretario generale. Alla prima assemblea di Amsterdam parteciparono i rappresentanti di 147 chiese ortodosse, anglicane e protestanti. Da allora un crescente numero di chiese di ogni continente ha aderito al CEC, fino a giungere ai 348 membri di oggi.

    Scopi ed attività

    Per statuto, lo scopo primario del CEC è “chiamarsi gli uni gli altri all’unità visibile in un’unica fede e in un’unica comunione eucaristica”. Il CEC è per i suoi membri uno spazio di riflessione, azione, preghiera e impegno comune. Le chiese membro sono chiamate a promuovere la testimonianza comune nella missione e nell’evangelizzazione, a sostenere il rinnovamento nell’unità, nel culto, nella missione e nel servizio e ad impegnarsi come cristiani nel servire i bisogni umani, nell’abbattere le barriere tra popoli, nel cercare pace e giustizia e nel preservare l’integrità del creato. La penultima assemblea del CEC svoltasi a Porto Alegre (Brasile) nel 2006 ha formulato una serie di priorità istituendo in particolare sei aree programmatiche: “Il CEC e il movimento ecumenico nel XXI secolo”, “Unità, missione, evangelizzazione e spiritualità”, “Testimonianza pubblica: confrontarsi con il potere, affermare la pace”, “Giustizia, diaconia e responsabilità per il creato”, “Istruzione e formazione ecumenica”, “Dialogo e cooperazione interreligiosa”. Tra le numerose attività portate avanti nei decenni dal CEC si possono citare i progetti contro il razzismo, con cui le chiese hanno sostenuto la lotta all’apartheid in Sudafrica, gli sforzi per porre fine al conflitto in Sudan o la difesa dei diritti umani in America Latina sotto le dittature militari, il Decennio per sconfiggere la violenza (2001-2010). Il CEC è inoltre attivo nel campo della diaconia e degli aiuti umanitari soprattutto con la promozione dell’agenzia umanitaria Action by Churches TogetherInternational

    Organizzazione

    Tutte le Chiese membro del CEC sono rappresentate nell’Assemblea che si tiene ogni sette anni. L’Assemblea elegge un Comitato Centrale composto da più di cento membri, organo di governo tra un’assemblea e l’altra e che si riunisce ogni 18 mesi circa. L’assemblea elegge altresì i presidenti del CEC che siedono d’ufficio anche nel Comitato Centrale, il quale, a sua volta, elegge il Comitato Esecutivo composto da una ventina di membri. Quest’ultimo si riunisce due volte l’anno. Il segretario generale del CEC viene eletto dal Comitato Centrale. Attualmente questa carica è ricoperta dal pastore luterano norvegese Olav Fykse Tveit. Dopo la prima Assemblea di Amsterdam nel 1948, le successive assemblee si sono svolte ad Evanston, USA (1954), Nuova Delhi, India (1961), Uppsala, Svezia (1968), Nairobi, Kenya (1975), Vancouver, Canada (1983), Canberra, Australia (1991), Harare, Zimbabwe (1998) e Porto Alegre, Brasile (2006). La X ed ultima assemblea del CEC si è svolta dal 30 ottobre all’8 novembre 2013 a Busan (Corea del Sud), e ha lanciato il “Pellegrinaggio verso la giustizia e la pace”.

    La Chiesa cattolica e il Consiglio Ecumenico delle Chiese.

    A causa di divergenze dottrinali sulle rispettive definizioni di chiesa (per i cattolici, l'unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui), la Chiesa cattolica ha sempre rifiutato di entrare a far parte formalmente del Consiglio ecumenico delle Chiese. Tuttavia la Chiesa cattolica si concepisce come parte del movimento ecumenico.

    Se la Chiesa cattolica per ragioni teologiche non appartiene al CEC, i suoi rappresentanti partecipano tuttavia a pieno titolo alla commissione Fede e Costituzione, la quale promuove il dialogo teologico multilaterale tra le Chiese, mentre numerose altre sono le iniziative congiunte a cui anche i cattolici prendono parte.

    (agenzie/red)

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