di Dennis Pellegrini
«Qui mi sento giovane»: con queste parole un uomo cinquantenne ha descritto ciò che il centro Jeunes Kamenge rappresenta per lui. Non un luogo solo per ragazzi, ma uno spazio capace di restituire a chiunque la vitalità della giovinezza. È questa testimonianza a racchiudere lo spirito del libro fotografico In Burundi si vive di Matteo Taddei, presentato l'11 marzo 2026 a Pregassona, a margine dell'assemblea annuale dell’Associazione Amici Ticino per il Burundi.
Il volume, stampato otto anni fa ma presentato per la prima volta al pubblico, nasce da un'idea condivisa nel 2018 con Marco Barzaghini dell’Associzione Amici Ticino per il Burundi. «Stavo preparando la tesi alla SUPSI e cercavo un progetto di “Comunicazione visiva”», ha raccontato Taddei. «Ho deciso di recarmi in Burundi per documentare fotograficamente la vita del centro: le attività estive, i quartieri a nord circostanti, le persone che lo abitavano».
Campi estivi, attività, laboratori, sensibilizzazione
Il libro si articola in più capitoli. Uno dei più toccanti riguarda i campi estivi, durante i quali i giovani ricostruivano le case distrutte dalle alluvioni. «È stato un grande momento di solidarietà», ha osservato Taddei. Un altro capitolo documenta le attività ordinarie: lo sport, i laboratori informatici, e una radio che trasmette musica e programmi. Il centro si impegna anche nella sensibilizzazione su temi sanitari, come la prevenzione dell'HIV.
Le immagini dei quartieri circostanti ritraggono un mondo di case di fango e lamiera, cucine a legna, raccolta del riso. Alcune persone erano diffidenti, temendo che le fotografie venissero vendute. Ma grazie alla mediazione di chi accompagnava Taddei e spiegava lo scopo del progetto, la diffidenza cedeva. Nel libro compaiono anche le tende UNHCR allestite dopo le inondazioni. Al centro del volume restano le voci dei giovani stessi. Le loro testimonianze – raccolte nella loro lingua – raccontano cosa significhi frequentare il Jeunes Kamenge. Ragazzi e ragazze, cristiani e musulmani, tutti accolti senza distinzione. «È stato bello vedere questa simbiosi di culture», ha detto l'autore, «questo andare d'accordo nonostante le differenze».
A fare da eco alla testimonianza del signore con cui si apre questo racconto, sono le parole conclusive di Taddei: «Ogni luogo che visiti ti rende più consapevole della fortuna che abbiamo qui da noi. Ho imparato il senso della gratitudine». Come quell'uomo che nel centro ha ritrovato la giovinezza, anche il fotografo è tornato cambiato: con occhi nuovi, capaci di vedere ciò che spesso si dà per scontato.
Per sostenere il progetto si può acquistare il libro scrivendo al seguente indirizzo: info@amtibu.org