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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (27 febbraio 2026)
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  • Solidarietà fraterna – Segni di speranza

    Cari fratelli e sorelle in Cristo,

    Quando, durante la Settimana Santa, nelle nostre parrocchie e comunità, torniamo a contemplare in maniera più precisa la strada percorsa da Gesù seguendola anche nell’intimo – dall’entrata a Gerusalemme fino al Calvario – non possiamo chiudere gli occhi davanti alla situazione e alle sofferenze che la gente del Medio Oriente deve sopportare ogni giorno.

    Da generazioni i suoi abitanti e in particolare i nostri fratelli e sorelle delle Chiese orientali sono esposti a ingiustizie, povertà, vessazioni e guerre. Molti di loro hanno lasciato i loro Paesi. Altri, e non pochi, perseverano con pazienza, nella speranza incrollabile che qualcosa cambi, la loro via crucis prenda fine e torni la pace pasquale e una vita di libertà e giustizia.

    Anche se in condizioni estremamente difficili, molti uomini e donne delle comunità cristiane contribuiscono in modo significativo al bene della società dei Paesi di Terra Santa. Sono particolarmente impegnati nel sociale, nell’istruzione e nella pubblica sanità; segni di amore e speranza ben oltre le loro comunità. Anche quest’anno, il sostegno materiale e l’incoraggiamento fraterno da parte delle opere assistenziali delle Chiese si rivelano più urgenti che mai.

    Con la colletta della Settimana Santa, cui invitano anche quest’anno l’Associazione svizzera di Terra Santa e la Custodia francescana, desideriamo esprimere lo speciale vincolo che ci lega ai fratelli e alle sorelle dei Paesi d’origine del cristianesimo. Rinnoviamo quindi l’appello ai fedeli in Svizzera perché compiano un gesto di solidarietà a favore dei cristiani del Vicino Oriente. Vogliamo essere vicini alle Chiese locali e alle loro istituzioni con doni e preghiere, per sostenerle nelle attività sociali, pastorali e catechetiche, perché torni la speranza.

    Ma non sono solo i doni a fornire aiuto; lo sono anche gli incontri. Viaggiando nei Paesi del Medio Oriente possiamo infatti conoscere più da vicino i fratelli e le sorelle orientali e le loro condizioni di vita. Questi momenti rivestono per loro un grande significato; sono espressione di solidarietà fraterna e segni di speranza. Nel frattempo vivono qui in Svizzera numerose persone di quella regione del mondo; vogliamo incontrare pure loro con spirito di apertura e di compartecipazione alla loro vita.

    Siamo uniti nella preghiera a tutti i fratelli e le sorelle del Medio Oriente – e nel mondo intero. Essi ci sono estremamente grati di questa testimonianza. A voi tutti giunga il nostro vivo grazie per la vostra solidarietà e generosità. Che la benedizione di Dio scenda su quella martoriata regione del Medio Oriente aprendo le porte all’aspirata riconciliazione.

    Friburgo, febbraio 2020                                                     

    I Vescovi e gli Abati territoriali della Svizzera

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