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Suor Amira, la «madre Teresa» dei profughi iracheni

da http://www.missionline.org/

La Chiesa caldea è da mesi in prima linea nell'assistenza ai profughi fuggiti da Mosul e dalla piana di Ninive conquistata dall'Isis, l'autoproclamatosi Stato islamico. Ma tra le tante storie di questa mobilitazione accanto a migliaia di famiglie che hanno lasciato tutto dietro le spalle c'è anche quella di una religiosa, suor Amira, il cui profilo fa tornare subito alla memoria quello della beata Teresa di Calcutta.

È quanto emerge dalla lettura di questo reportage pubblicato sul sito diFraternité in Iraq, una ong francese molto attiva nella solidarietà con gli esuli iracheni, che ha trascorso insieme a lei il periodo natalizio nel villaggio di Zakho sulle montagne del Kurdistan. Suor Amira è una religiosa canadese nata in una famiglia della diaspora irachena. Nel 2009 ha scelto di rientrare nella sua terra d'origine e a Qaraqosh ha aperto una prima casa per i disabili. A partire da quell'esperienza - con il consenso del vescovo siro cattolico Petros Mouché - ha fondato una congregazione religiosa locale, l'Ordine del Santissimo Sacramento, che - proprio come le Missionnari della Carità - si dedica interamente al servizio ai poveri e all'adorazione eucaristica.

Quando poi nell'agosto 2014 Qaraqosh è stata conquistata dall'Isis suor Amira e le sue consorelle sono diventate profughe come tutti gli altri. Così sulle montagne del Kurdistan, in mezzo a migliaia di persone in fuga tra cui anche tanti yazidi, hanno continuato a vivere la propria vocazione. Con uno sguardo particolare anche alla riconciliazione tra le genti dell'Iraq: «Spero tanto - ha dichiarato a Fraternité in Iraq, che sotiene la sua opera - che non monti il risentimento verso gli abitanti musulmani che sono potuti restare nelle città che noi abbiamo dovuto abbandonare e oggi convivono con Daesh (il nome arabo con cui è indicata l'Isis ndr)».

Una sottolineatura importante oggi che i curdi hanno strappato all'Isis la città di Kobane e - secondo diverse fonti - si appresterebbero con l'appoggio delle forze della coalizione internazionale ad avanzare anche verso Mosul.

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