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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 gennaio 2026)
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  • Ticino: il Bigorio diventa santuario. L'8 dicembre la cerimonia

    Il Bigorio è da cinque secoli presenza cappuccina in Capriasca. Ora diventerà Santuario, dedicato a Santa Maria Assunta, venerata dal sorgere del convento nella chiesa a lei dedicata. È felice fra’ Michele Ravetta, guardiano del convento, nel commentare la notizia. «Il Bigorio è “un faro nella nebbia” – ci dice – ed ora, in occasione della festa dell’Immacolata, patrona dei cappuccini, vivrà lo storico evento, diventando così in Ticino il secondo Santuario mariano accudito dai frati, accanto alla Madonna del Sasso».

    Fondato nel 1535 quello in Capriasca è uno dei conventi cappuccini più antichi al mondo, il più antico in Svizzera. Un luogo di fede e cultura, con la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, la biblioteca, gli ampi spazi del convento, una successiva cappella progettata anni fa da un giovanissimo Mario Botta e recentemente – con l’acquisita licenza alberghiera – la predisposizione di prossima apertura nel 2022 di un Bed & Breakfast dotato di cinque camere doppie e 20 singole. L’apertura verso l’esterno è più di un semplice slogan tra queste mura. Decisivo, in tal senso, fu nel 1966 – grazie alla visione del cappuccino ticinese Callisto Caldelari – il progetto di rilancio del convento pensato nello spirito del Concilio Vaticano II, con la decisione di fare del Bigorio un luogo di accoglienza umana, spirituale, culturale per uomini e donne, affidato prima a fra’ Roberto Pasotti e in questi ultimi anni – per volere della Provincia cappuccina lombarda a cui il Ticino dal 2018 appartiene – ad una piccola comunità di frati.

    Il Bigorio, nello spirito del Concilio, è così diventato un luogo di coabitazione di due anime: quella laica, di chi prende in affitto sale per convegni, seminari, giornate di studio e quella di fede, dei tanti che arrivano mossi dal desiderio di vivere il silenzio o partecipare ai momenti di preghiera in chiesa, oppure attirati dal ricco programma spirituale e di cultura religiosa proposto dai cappuccini e pubblicato sul sito bigorio.ch. «Coloro che salgono per corsi e seminari laici hanno comunque la possibilità di incontrare la famiglia francescana del convento e il personale laico. Un’esperienza di condivisione di spazi comuni con la famiglia del Bigorio che sicuramente suscita in loro una buona impressione», dice fra’ Michele.

    Luogo di ricerca spirituale

    Cosa cercano, invece, coloro che salgono al Bigorio per ragioni più spirituali? «Silenzio, ascolto, la presenza dei cappuccini, quelli che Manzoni chiamava “i frati del popolo” », osserva padre Michele. Ricco è il programma culturale e religioso del convento. «Le persone che seguono le conferenze e i seminari culturali e religiosi vogliono interagire, porre domande, dialogare. Sono persone spesso lontane da un cammino di Chiesa; qui incontrano un clima di comunità».

    La devozione a Maria

    Altri fedeli, tanti, vanno a pregare davanti all’effigie mariana nella chiesa di Santa Maria Assunta. Un’immagine che fu venerata anche da San Carlo Borromeo. «La gente che viene qui a pregare, oltre ad essere attirata dalla storia di grazie legata all’immagine mariana– spiega fra’ Michele – mostra una spiritualità profonda. Pensiamo al solo fatto che le persone salgono alle 6.15 del mattino al Bigorio per partecipare alla liturgia eucaristica. Adesso c’è la neve, eppure c’è sempre chi arriva. La domenica sera celebriamo i Vespri e poi la Messa: la gente entra in chiesa, scarica l’app per la liturgia delle ore e prega con noi. L’8 di ogni mese, alle 20, recitiamo il rosario: siamo arrivati a 40 persone. Questo mi fa dire che i fedeli sentono la necessità di pregare in un contesto comunitario, in modo “corale”, cioè con il cuore, davanti a Maria, la madre».

    Il Bigorio, «faro nella nebbia» come lo definisce fra’ Michele, diventa ora un Santuario, assumendo così, ufficialmente, il valore di luogo di pellegrinaggio, riconosciuto e proposto a tutti. In questo tempo difficile si coglie ancor di più il valore di un luogo di preghiera che dall’alto del monte illumini, riscaldi, attiri i cuori.

    Mercoledì 8 al Bigorio

    Mercoledì 8 dicembre, avrà luogo la giornata delle porte aperte al Bigorio. Ritrovo in chiesa; visite guidate dai frati a piccoli gruppi di 10 persone nelle seguenti fasce orarie: 9.30 -12 e 14 – 16.30. Covid Pass obbligatorio. Alle 17.30 Santa Messa per l’erezione canonica del Santuario presieduta dal vescovo Lazzeri. Anima il coro Vox clara. (Covid Pass e piano diocesano).

    Cristina Vonzun

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