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Addio a Carla Fracci, l'étoile dalle umili origini e dal talento smisurato

Cecilia Seppia - VATICAN NEWS

“Tutte volevamo diventare Carla Fracci, per noi piccole ballerine questo era il vero sogno”. Parla commossa la signora Paola Jorio, già direttrice della Scuola del Teatro dell’Opera e attuale direttrice del Balletto di Roma, amica di Carla Fracci, scomparsa a Milano nella mattina di giovedì 27 maggio dopo anni di battaglia contro il cancro, che l’ha resa fragile nel corpo ma mai ha scalfito il suo incommensurabile talento. Ottantaquattro anni, quasi tutti passati danzando, Carla Fracci, étoile del Teatro alla Scala, ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo, ballando al fianco di Vladimir Vassiliev, Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi, Mikhail Barishnikov, George Iancu e negli anni più recenti di Massimo Murru e Roberto Bolle. Partner fondamentali restano Erik Bruhn, che le schiude le porte degli Stati Uniti, e Rudolf Nureyev con cui forma una coppia leggendaria. Sapienza tecnica, leggerezza e grande capacità interpretativa, le consentono di ballare nei maggiori ruoli, oltre ai popolarissimi Lago dei cigniLo schiaccianociCenerentola, diventano suoi i ruoli romantici, come Giulietta, la Swanilda di Coppelia, Francesca da Rimini, soprattutto Giselle, il “suo” personaggio, quasi cucitole addosso come quel leggerissimo tutù col quale più che ballare, volava, e nei panni della giovane e umile contadinella innamorata, coi capelli sciolti entrerà per sempre nella storia del balletto.

Il cordoglio del presidente Mattarella

Dalla Scala, a cui spetta dare notizia della sua morte, parlano della portata storica, leggendaria della sua figura, esile quanto “gloriosa” e del suo contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo. Lo stesso pensiero lo esprime il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in un telegramma di cordoglio in cui si dice profondamente commosso dalla morte della danzatrice ricordandone "le straordinarie doti artistiche e umane, che hanno fatto di lei una delle più grandi ballerine classiche dei nostri tempi a livello internazionale". "Carla Fracci - scrive il capo dello Stato - ha onorato, con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro, il nostro Paese. Esprimo le piu' sentite condoglianze ai familiari e al mondo della danza, che perde oggi un prezioso e indimenticabile riferimento".

L'incontro con Papa Francesco

La Fracci, già malata, volle fortemente incontrare Papa Francesco, che definiva "una persona straordinaria, un grande uomo e una grande speranza per quello che dà, che porta a tutti con una generosità incredibile”. Riuscì ad incontrarlo il 26 aprile del 2017, dopo un'udienza generale in Piazza San Pietro in cui Francesco le disse: "Grazie per essere qui, la danza per me è poesia e preghiera".

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