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Convegno nazionale sull’ecologia integrale: «Proteggere il Creato: questione di cuore e fede»

da Friburgo Corinne Zaugg

«La protezione del Creato non è qualcosa di facoltativo né un aspetto secondario dell'esperienza cristiana, ma un atteggiamento che deve stare al cuore della fede e che nasce dalla passione per il mondo e la vita».

A dirlo è Michel Maxime Egger, figura di riferimento principale in ambito francofono ed europeo dell'eco-spiritualità e relatore principale della prima Giornata nazionale in favore dell’ecologia integrale, organizzata martedì 23 giugno a Friburgo, da «Vox Ethica», organismo nato lo scorso anno e sostenuto dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), da RKZ e Azione Quaresimale per le questioni etiche, sociali e della sostenibilità.

Un bilancio a partire dalla Laudato si’

Certo è una buona notizia aver riunito intorno allo stesso tavolo, nella sede del Segretariato dei vescovi svizzeri, una trentina di partecipanti a vario titolo impegnati, nelle loro diocesi, in progetti di ecologia integrale, che vanno dalla sensibilizzazione alle concrete good practice sul terreno.

Un po’ meno buona, se pensiamo che sono passati undici anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ e che solo ora si organizza una giornata nazionale per mettere intorno ad uno stesso tavolo chi lavora su questo tema per fare il punto su quanto avviene all’interno delle singole diocesi, su questo che non è un argomento di secondaria importanza per la Chiesa, ma che Egger non ha esitato a definire come il cuore della nostra fede.

Non per nulla il Primo Testamento inizia raccontando l’amore con cui Dio ha proceduto alla creazione (Gn 1): «E vide che era buono… e vide che era molto buono». Ma, per fortuna, le parole di papa Francesco hanno lavorato in questi anni e hanno saputo risvegliare i cuori e le intelligenze di tante persone, soprattutto di tanti giovani, che a Friburgo sono arrivati con tanta voglia di raccontare quanto di bello e innovativo stanno realizzando in questo ambito.

Le iniziative diocesane in atto

L'incontro è così stato l'occasione per fare il punto sulle iniziative già avviate nelle parrocchie della Svizzera e per delineare nuove prospettive di collaborazione a livello diocesano. Abbiamo così scoperto che, nella diocesi di Losanna-Ginevra-Friburgo esiste un «Conseil épiscopal écologie». Roberto de Col ne ha illustrato i principali ambiti d’intervento: liturgia e formazione, infrastrutture, impegno solidale ed etico, consumi - compresa la mobilità -, finanze e biodiversità: «Tutte altrettante linee direttrici per promuovere relazioni armoniose con Dio, con sé stessi, con gli altri e con l’intero mondo vivente».

Lara Florine Schmid ha presentato il funzionamento della rete ecumenica romanda «EcoÉglise», che riunisce parrocchie e comunità di tutta la Svizzera francese. L’associazione promuove lo scambio di esperienze, mette a disposizione strumenti di eco-diagnosi, materiali di approfondimento, un calendario condiviso e numerose risorse online, tra cui attività, testi per le celebrazioni e sussidi per la formazione.

Lucia Castro Navia ha invece parlato del progetto del Consiglio cantonale della Chiesa cattolica del Canton Vaud, nato con l’obiettivo di promuovere, in uno spirito di sinodalità, una riflessione condivisa sull’integrazione dei principi dell’ecologia integrale nella vita delle parrocchie del Cantone.

Sono stati inoltre presentati il movimento e il materiale «Détox la Terre», che incoraggiano una riduzione consapevole dei consumi, così come le numerose risorse offerte da «oeku - Chiese per l’ambiente», che quest’anno celebra il suo quarantesimo anniversario.

È stato infine illustrato anche il sistema di certificazione «Gallo verde».

Adrian Craciun, del Servizio formazione della Chiesa cattolica nel Canton Friburgo, ha presentato le iniziative organizzate in occasione del Tempo del Creato e un nuovo progetto di guida liturgica dedicata alla Creazione. Il sussidio raccoglie testi, commenti e proposte celebrative per favorire l'integrazione del tema della custodia del Creato nella liturgia. Tutti esempi di un’ecologia propositiva, che diventa stile di vita, passione per il mondo e la vita. In una parola: «conversione».

Nasce a Lugano il Giardino «Laudato si’»

Anche a Lugano si sta muovendo qualcosa: nel cuore del Centro pastorale S. Giuseppe, si sta risvegliando a nuova vita l’antico chiostro dell’ex-convento, con il progetto di allestire un Giardino «Laudato si’», ispirato all’enciclica di Papa Francesco. L’ampio cortile - di circa 600 m² -, chiuso sui quattro lati dalla palazzina civile e dalla chiesa a sud, ha una pianta rettangolare ed è suddiviso da camminamenti posti a formare una croce che creano quattro aree per la coltivazione. Sul lato est c’è una bella cappella con il dipinto della Madonna immacolata, che rimarrà intatta. Il progetto, ideato dall’Unione femminile cattolica ticinese e curato con l’Ufficio della natura e del paesaggio del Cantone e lo studio Aquilialberg Architects prevede che la superficie verde venga sostituita con piante, ortaggi e fiori scelti in base alle caratteristiche dell’ecologia integrale previste da papa Francesco. Il progetto sarà dunque caratterizzato da: attenzione alla biodiversità (con zone selvatiche, alberi rifugio e per la tutela degli insetti impollinatori), sostenibilità (permettendo la raccolta di acqua piovana, aree di compostaggio, zero uso di pesticidi, allestimento di un orto solidale), senso di comunità (accessibilità universale, anche alla popolazione, offerta di lavoro inclusivo, proposte di aggregazione sociale) e educazione e spiritualità (cura del silenzio e proposta di percorsi di meditazione).

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