Calendario romano
Due sorelle, giustizia e misericordia
di Dante Balbo
Una volta parlavo con un amico e per gioco gli dissi: «Ci vediamo in paradiso». «Chissà!». Mi rispose.
Replicai: «Perché, tu non ci vieni?».
Grande era la mia arroganza, giustificata solo dalla conversione recente e dalla incoscienza giovanile.
Oggi il desiderio di abbracciare il mio Signore, una volta lasciato questo mondo, è rimasto intatto, ma anche la consapevolezza che sarà necessaria molta misericordia da parte sua per potermi accogliere.
Anche San Paolo lo dice: «io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm 7,19).
Gesù nel Vangelo della XVI domenica del Tempo Ordinario parla del campo del nostro cuore, in cui ha seminato il bene, il desiderio di infinito, la gioia della gratuità, lo stupore e la gratitudine, ma sa anche che il nemico lo irretisce con promesse facili, illusioni di felicità, brame di possesso.
Il Battesimo ci assicura l’ingresso nella compagnia di Dio, ma non ci toglie né la libertà, né la fragilità se non ricorriamo alla sua grazia.
Spesso si dimentica che prima o poi ci sarà una resa dei conti e se la misericordia ci accompagna fino all’ultimo istante, dovremo rispondere, non tanto della nostra devozione, del nostro amore verso chi ci ha salvato, ma della traduzione di questo amore verso i nostri compagni di strada.
Tenere insieme giustizia e misericordia ci renderà più uomini.
Calendario ambrosiano
Un Dio che chiama
di don Giuseppe Grampa
Il nostro Dio chiama e due testi della liturgia odierna sono racconti di chiamata: Samuele e i primi quattro apostoli. Fin dalla prima pagina della Scrittura sacra Dio chiama: chiama all'esistenza le cose che non sono, chiama le stelle per nome ed esse rispondono. Ma soprattutto chiama uomini e donne perché ascoltino e accolgano la sua parola. Se Dio è voce che chiama, allora l'uomo e la donna sono orecchio che ascolta. Il termine vocazione è, nell'uso corrente, riservato ad alcune persone che sarebbero raggiunte da un appello singolare, uomini e donne dedicate alla vita sacerdotale o religiosa. Non parliamo di vocazione per la scelta coniugale e familiare ed è un errore. L'insensatezza che talvolta corrode i nostri giorni può esser vinta e trovare senso riscoprendo la vita come vocazione, ovvero come disegno, progetto.
Ci sono nella pagina evangelica odierna due piccoli dettagli significativi. Il primo: la vocazione non ha un luogo altro, diverso rispetto ai luoghi del vivere quotidiano. La parola del Signore raggiunge Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni sulla riva del lago, intenti alle operazioni del dopo pesca. Lo scenario della vocazione non è necessariamente il Tempio o il silenzio della preghiera. Le mani dei quattro chiamati odoravano di pesce. La Voce ci raggiunge là dove viviamo, dove lavoriamo, nella nostra quotidianità. E il secondo dettaglio: la risposta è immediata, senza indugi: così come sono, i quattro pescatori vanno dietro al Maestro.