Dopo oltre trent’anni di servizio, Gerardo, storico custode della Facoltà di Teologia di Lugano, conclude il suo percorso professionale. Presente fin dagli inizi della FTL, nel 1995 presso la prima sede situata in via Nassa, ha accompagnato con dedizione la crescita della Facoltà. La FTL, anche sulle sue pagine internet, lo ha ringraziato e ha ripercorso con lui il suo cammino.
È stato presente fin dalla nascita della FTL: cosa ricorda dei primi giorni, quando tutto era ancora da costruire?
La nostra istituzione è nata nel 1992, come Istituto Teologico di Lugano, e l’anno successivo è diventata la Facoltà di Teologia di Lugano. Io sono arrivato due anni dopo e, nel mio piccolo, ho contribuito alla crescita della FTL che conosciamo oggi.
Quali sono stati i cambiamenti più significativi che ha visto nel corso degli anni?
La crescita della Facoltà e lo spostamento della sede presso l’attuale campus universitario. Non meno rilevante è stato l’arrivo dei primi studenti laici e delle prime comunità religiose: in precedenza la FTL era frequentata solo dai seminaristi.
C’è un episodio o un aneddoto che porta particolarmente nel cuore?
Certamente più di uno, ma ricordo in particolare il primo grande convegno della FTL nel 1995, quando arrivarono personaggi illustri del panorama accademico.
Ha mai immaginato che questa Facoltà sarebbe diventata ciò che è oggi?
Sì, e persino di più.
In tutti questi anni sarà passato un esercito di studenti: ce n’è uno che ricorda in modo speciale (senza far nomi, se preferisce)?
Certamente più di uno. Ricordo con grande affetto la signora Virginia, che ogni volta che metteva piede in Facoltà raccontava quanto si sentisse a casa e ci deliziava con i suoi passi di tip tap. Ricordo Camillo, studente sempre presente a tutti i corsi e agli eventi: non se ne perdeva uno. E poi gli studenti più giovani che si affacciavano al mondo universitario, arrivando anche da Paesi diversi, e che chiedevano spesso consigli.
Qual è la domanda più strana o sorprendente che uno studente le ha mai fatto?
Ricordo con un sorriso uno studente appena arrivato dall’estero che mi chiese: «Se porto la croce al collo posso diventare sacerdote?».
Ha mai fatto da “psicologo” improvvisato a studenti in crisi?
Molte volte, soprattutto durante il periodo degli esami. Ancora oggi succede!
Quale mistero irrisolto della Facoltà porterà con sé in pensione?
Uno dei più grandi misteri irrisolti resta l’identità dello studente che smontava i tappini in gomma sotto le gambe delle sedie. Ancora oggi non si sa chi fosse.
Che messaggio vorrebbe lasciare alla FTL e alle persone che la vivono ogni giorno?
Auguro che la FTL possa continuare a crescere, come ha fatto fino ad oggi, e ancora di più, mantenendo la sua identità così preziosa. A tutti i suoi componenti auguro ogni bene.
Se potesse riassumere la sua esperienza con una parola sola, quale sarebbe e perché?
Passione. Rifarei tutto ciò che è stato fatto in questi lunghi trentuno anni di lavoro.