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La prima Enciclica di papa Leone e le sfide capitali dell'intelligenza artificiale (IA)

intervista di Cristina Vonzun/catt.ch/catholica.cdt

Prof. Krienke, in che senso Leone  chiede nella sua prima Enciclica «Magnifica Humanitas» di  disarmare l’Intelligenza artificiale (IA)?
Grazie a questa enciclica, l’espressione «disarmare» è diventata definitivamente il timbro del Pontificato:  essa significa - per prima cosa- lavorare incessantemente per una pace «disarmante e disarmata». Leone chiede così che sia proibito assolutamente affidare all’IA decisioni letali e irreversibili. Poi, più in generale, ogni uso dell’IA va disarmato: dal linguaggio che essa veicola fino all’esercizio dei grandi poteri tecno-economici che accumulano enormi ricchezze e creano forme inedite di esclusione.

Il Papa è contro l’IA?
L’IA non è il male, come dice espressamente l’Enciclica, che difatti non alimenta nessun pessimismo, anche se l’enfasi dei rischi prevale nettamente sulla valorizzazione delle opportunità. Leone non sottace che le nuove tecnologie offrono molti benefici, ma aggiunge per ogni beneficio i correlati rischi.  
Per questo, prevale in generale un giudizio negativo: così mentre si sottolinea in modo chiaro quali effetti negativi e disumanizzanti le nuove tecnologie possono avere,  si considerano decisamente meno quali sarebbero i rischi se le nuove tecnologie non si adoperassero.

In cosa il Papa è positivo nei confronti dell’integrazione dell’IA con le attività umane?
L’uso dell’IA è un «aiuto prezioso», secondo il Papa, al fine del progresso sociale, medico ed educativo: specialmente nell’ambito sanitario i suoi vantaggi sono senza dubbio evidenti. Nell’ambito lavorativo, essa può liberare l’essere umano da attività ripetitive, alienanti o pericolose, permettendo una valorizzazione più autentica della creatività e della dimensione relazionale del lavoro. Inoltre l’IA democratizza l’accesso al sapere, facilita l’apprendimento e sostiene processi formativi. Anche  la dimensione solidale e multilaterale nelle sfide internazionali può essere  rafforzata con l’uso dell’IA.

Da cosa o da chi Leone vorrebbe disarmare l’IA? Chi e cosa sono i poteri forti elencati?
Si tratta dell’industria della Big Tech. In particolare, sembra che egli miri alle aziende della Silicon Valley, meno a quelle cinesi, perché parla dei grandi monopoli privati (che in realtà sono degli oligarchi). Anche la citazione di Tolkien ne è una prova in quanto «Il Signore degli Anelli» è un mito usato per legittimare il loro potere: a partire da Palantir, molte aziende portano nomi che ricorrono in questa saga.

Chi  ha il compito di disarmare l’IA: quindi a chi si appella Leone?
Il Papa cita diverse categorie: scienziati, ricercatori, imprenditori, lavoratori, educatori, legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede. Inoltre, egli si appella in modo particolare alla società democratica in quanto luogo della decisione sui valori condivisi: bisogna impedire che essi vengano decisi dalle aziende private.

Cosa ha significato la presenza di Anthropic alla conferenza stampa in Vaticano?
Per alcuni, si tratta di un chiaro «Pope washing» in quanto l’azienda acquisisce per questo atto un nuovo linguaggio morale e un timbro internazionale di massima autorità. Altri invece hanno sottolineato che il co-fondatore ha presenziato in quanto ricercatore e quindi Leone avrebbe soltanto dimostrato la nuova alleanza tra Chiesa e scienza.
Probabilmente, oltre questi due aspetti, conta molto il fatto che Anthropic non si è piegato al diktat di Washington ad abolire le regole sul rilevamento di dati di massa (a servizio del Pentagono) e che continua a puntare sulle regole etiche e democratiche.

Lei prevede che su questo fronte si apra un’altra tensione con l’amministrazione Trump?
Tali tensioni caratterizzano ormai la quotidianità del lavoro del Vaticano e dei suoi gruppi di esperti, per cui non credo se ne aggiungano altre. L’Enciclica è un documento complesso e difficilmente sarà bersaglio diretto di Trump o di altre aziende, almeno non oltre le forme che abbiamo visto sin d’ora. Tuttavia, la Chiesa ha messo un benchmark molto chiaro, dando di fatto una grande giustificazione morale alle «regole europee» dell’AI Act ecc. Essa punta piuttosto a rafforzare tutte le realtà politiche e aziendali a livello mondiale che si impegnano per l’introduzione di regole etiche.

L’icona biblica usata da Leone della Babele generata dall’IA contro la ricostruzione di Gerusalemme, a lei cosa suggerisce?
Babele simboleggia il nuovo potere privato delle aziende Big Tech, espressione dell’hybris umana di gestire con i mezzi della tecnologia la società: ciò significa un rischio per la libertà e un attacco al diritto al futuro delle persone (in quanto gli esseri umani vengono profilati secondo statistiche di prevedibilità). Nuovo è che tale immagine viene applicata ai poteri privati all’interno di un libero mercato: paragonare loro a un potere verticale dall’alto è un’affermazione forte la cui persistenza si dimostrerà dai futuri sviluppi del settore. Tutti, allora, sono chiamati a ricostruire «Gerusalemme». Neemia fa ricostruire le mura di Gerusalemme da ogni gruppo sociale, così, questa immagine biblica  di sussidiarietà, serve ad introdurre un concetto di responsabilità trasversale di tutte le categorie chiamate a disarmare l’IA.

Leggi anche: I capitoli dell’Enciclica

Leggi anche: il kit pastorale per entrare nell’Enciclica

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