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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (21 gennaio 2026)
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  • Basilica dell'Annunciazione, Nazareth

    Messaggio di Natale dei Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme: “Cessate il fuoco anche a Gaza e liberate gli ostaggi e i prigionieri”

    “In mezzo a questi giorni bui di continuo conflitto e incertezza nella nostra regione rimaniamo fermi nel proclamare al mondo l’eterno messaggio natalizio della Vera Luce che splende nelle tenebre: la nascita del nostro Signore Gesù a Betlemme”. Comincia così il Messaggio di Natale dei Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme, diffuso oggi nella Città Santa.

    Il cammino di redenzione proclamato dal Natale di Gesù, per i capi religiosi, “ci riporta al punto di partenza, ai nostri tempi, quando le guerre infuriano ancora e milioni di persone nella nostra regione e in tutto il mondo continuano a soffrire gravemente. Esteriormente, poco sembra essere cambiato. Eppure, interiormente, la santa nascita del nostro Signore Gesù Cristo ha innescato una rivoluzione spirituale che continua a trasformare innumerevoli cuori e menti verso le vie della giustizia, della misericordia e della pace”.

    “Per quelle famiglie di fedeli che sono rimaste in Terra Santa, così come per coloro che si sono uniti a noi – si legge nel messaggio – è un privilegio continuare a testimoniare la sacra luce di Cristo negli stessi luoghi in cui è nato, ha svolto il suo ministero e si è offerto per noi, risorgendo vittoriosamente dalla tomba a una nuova vita risorta. Lo facciamo offrendogli la nostra adorazione nei luoghi santi; accogliendo pellegrini e visitatori in mezzo a noi; proclamando il Vangelo a tutti coloro che vorranno ascoltare”.

    Da qui il rendimento di “grazie all’Onnipotente per il recente cessate il fuoco tra due delle parti in guerra nella nostra regione” e la richiesta che “venga esteso a Gaza e in molti altri luoghi, ponendo fine alle guerre che hanno afflitto la nostra parte del mondo”.

    Il messaggio lancia un appello per la liberazione “degli ostaggi, dei prigionieri, il ritorno dei senzatetto e degli sfollati, la cura dei malati e dei feriti, il soccorso di coloro che hanno fame e sete, il ripristino delle proprietà ingiustamente sequestrate o minacciate e la ricostruzione di tutte le strutture civili pubbliche e private che sono state danneggiate o distrutte”.

    “Invitiamo tutti i cristiani e le persone di buona volontà in tutto il mondo a unirsi a noi nella preghiera e nel lavoro per questa nobile missione, nella patria di Cristo e ovunque ci siano conflitti e lotte. Perché facendolo insieme, onoreremo davvero il Principe della Pace che è nato così umilmente in una stalla a Betlemme più di due millenni fa”.

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