Sabato 3 ottobre, alle 17, la Gipsoteca Gianluigi Giudici di Lugano propone San Francesco e le stimmate. Un racconto attraverso l'arte: un incontro sul modo in cui la pittura ha raccontato il Santo e le ferite ricevute sul monte della Verna. La data ha un peso preciso. Fu la sera del 3 ottobre 1226 che Francesco morì alla Porziuncola, e l'appuntamento cade esattamente otto secoli dopo. A condurlo sarà la storica dell'arte Emanuela Rindi, che al termine accompagnerà il pubblico nelle sale del museo.
Un anno per il Poverello
L'iniziativa si inserisce nell'Anno di San Francesco indetto da Papa Leone XIV per l'ottavo centenario della morte del Santo. Secondo il decreto della Penitenzieria Apostolica, l'anno va dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, come ideale prosecuzione del Giubileo ordinario del 2025. La Fondazione Giudici ha scelto di celebrarlo con le immagini.
Dal Duecento al Seicento
Il programma, stando al comunicato, parte dalle prime pale istoriate con gli episodi della vita del Santo e arriva a Caravaggio e alle sue letture drammatiche della figura. In mezzo ci sono Cimabue, Giotto, Sassetta, Gentile da Fabriano, Beato Angelico e Domenico Ghirlandaio. A Giotto gli organizzatori riconoscono la svolta: un modo nuovo di raccontare per immagini, che porta nella pittura medievale una sensibilità più umana. Il filo conduttore resta uno solo. Come cambia, di bottega in bottega, il volto di un santo che tutti riconoscono.
Dipingere ciò che non si vede
Il cuore della serata è una domanda da pittori. Come si mostra quello che accade dentro un uomo in preghiera? Nel settembre 1224, due anni prima di morire, Francesco era in ritiro alla Verna quando ricevette nel corpo i segni della Passione: mani, piedi, costato. Un fatto intimo, eppure fuori da ogni ordinarietà. Ogni epoca ha risposto a modo suo, chi puntando sul racconto, chi sulla visione. L'incontro vuole seguire proprio questa evoluzione dell'iconografia francescana, e il tentativo dell'arte di dare forma all'esperienza del sacro.
Poi, i gessi di Giudici
Dopo la relazione si passa alla collezione. La Gipsoteca, attiva dall'ottobre 2017 a due passi dal LAC, conserva l'opera dello scultore comasco Gianluigi Giudici (1927-2012), che lavorò a lungo in Ticino e si dedicò all'arte sacra fin da giovane. Sono esposti circa sessanta lavori, in gran parte gessi, su due piani, a cui si aggiungono un deposito visitabile e la ricostruzione dell'atelier. Rindi, laureata in Conservazione dei beni culturali a Parma, ha curato mostre tra Nord Italia e Ticino e da anni affianca alla curatela la divulgazione.
Ingresso CHF 15.–, da pagare sul posto; prenotazione richiesta a ufficiostampa@fondazionegiudici.com, indicando il numero di partecipanti. Parcheggio all'Autosilo Central Park.
Chi sabato avrà imparato a leggere quelle tavole, da Giotto a Caravaggio, uscirà con uno sguardo da riusare: nella prossima chiesa, davanti al prossimo altare dedicato al Poverello. L'anno giubilare corre fino a gennaio. C'è tempo per farlo.