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Sono stati 22 i missionari uccisi nel 2021 nel mondo

A fine anno è consuetudine da parte dell’Agenzia Fides – l’Agenzia delle Pontificie Opere Missionarie – pubblicare un dossier che presenta dati e volti dei missionari cattolici nel mondo che hanno perso la vita mentre vivevano il loro servizio. Dato che non tutti vengono uccisi per ragioni di fede, la Difesa non usa di proposito il termine martiri. Come ben sappiamo sono milioni i cristiani che vivono in generale delle situazioni di persecuzione. Il rapporto presenta solo i volti degli operatori  pastorali uccisi: sono 22 missionari sparsi nel mondo: 1 religioso, 2 religiose, 6 laici e il resto sono preti. La metà esatta - ha perso la vita in Africa, seguono le Americhe, l’Asia e l’Europa.

In Africa sono stati uccisi 7 sacerdoti, 2 religiose, 2 laici  per un totale di 11 vittime. I Paesi dove si sono registrati gli omicidi sono Angola, Nigeria, con 4 missionari uccisi, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan con 3 morti ed Uganda.

Nelle Americhe si contano 7 omicidi: sono stati uccisi 4 sacerdoti, 1 religioso e 2 laici così ripartiti: 1 in Venezuela, 4 in Messico, 1 in Perù ed 1 ad Haiti.

Tre i missionari assassinati in Asia:  1 sacerdote e 2 laici. Le vittime si registrano nelle Filippine e in Myanmar.

In Europa, infine, si conta un sacerdote ucciso: è successo in Francia il 9 agosto scorso. 

Dei 13 sacerdoti assassinati 10 erano diocesani, 1 francescano, 1 monfortano e 1 missionario di Yarumal. L'unico religioso ucciso era un lasalliano mentre le due religiose che hanno perso la vita appartenevano alla Congregazione del Sacro Cuore di Gesù.

Lo scorso anno erano stati 20 i missionari uccisi nel mondo. Nel periodo che va dal 2001 al 2020 – fa sapere Fides – gli operatori pastorali che hanno perso la vita nei diversi continenti sono stati 505. A cui vanno sommati i 22 uccisi nel corso del 2021.

I 22 uccisi nel mondo

Parroci uccisi nelle loro comunità, in Africa e in America, torturati, sequestrati da criminali alla ricerca di tesori inesistenti o attirati dal miraggio di facili riscatti o ancora per mettere a tacere voci scomode, che esortavano a non sottomettersi passivamente al regime del crimine; sacerdoti impegnati nelle opere sociali, come ad Haiti, uccisi per rapinarli di quanto serviva per gestire tali attività, o ancora uccisi da chi stavano aiutando, come in Francia, o in Venezuela, dove un religioso è stato ucciso dai ladri nella stessa scuola dove insegnava ai giovani a costruirsi un futuro; religiose braccate e uccise a sangue freddo dai banditi in Sud Sudan. E ancora tanti laici, il cui numero cresce: catechisti uccisi dagli scontri armati insieme alle comunità che animavano nel Sud Sudan; giovani uccisi dai cecchini mentre si adoperavano per portare aiuti agli sfollati che fuggivano dagli scontri tra esercito e guerriglieri in Myanmar; una missionaria laica brutalmente assassinata per rubare un cellulare in Perù; un giovane saltato su una mina nella Repubblica Centrafricana mentre viaggiava sull’auto della missione; un catechista indigeno, attivista per il rispetto dei diritti umani in forma non violenta, ucciso in Messico. Tutti loro “non potevano non testimoniare” con la forza della loro vita donata per amore, lottando ogni giorno, pacificamente, contro la prepotenza, la violenza, la guerra.

Fonte: acistampa/fides/red

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