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Gio 12 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Una mano tesa contro la morte. A "Strada Regina" la testimonianza di Chiara Uglietti e Billy

    Chiara Uglietti, di Bellinzona, con passione per la montagna e studi ambientali, cinque anni fa clicca quasi per caso sul sito della Comunità di Sant’Egidio e scopre la possibilità di scrivere a un detenuto nel braccio della morte negli Stati Uniti. «Mi è venuta la curiosità, ho avuto voglia di provare a raggiungere una persona in una situazione del genere per dare un piccolo conforto», racconta a «Strada Regina», in onda sabato 14 marzo alle 18.35 su RSI LA1.

    Nasce così l’amicizia epistolare con Billy Leon Kearse, giustiziato pochi giorni fa, il 3 marzo, in Florida dopo 35 anni di carcere per l’omicidio di un agente nel 1991, a 18 anni, in un contesto di povertà e violenza. «Ci siamo scambiati circa un centinaio di lettere», dice Chiara. «Un tema che mi ha colpito è la diatriba tra aborto e pena di morte: lui diceva come è possibile essere pro-life contro l’aborto ma non contro la pena di morte». Billy, dalla cella, riflette sul suo errore:

    «Conoscendolo mi sono resa conto che ha fatto un percorso per arrivare alla consapevolezza. Se fosse tornato indietro non avrebbe commesso il reato, ma la pena di morte ha fermato la riabilitazione». In prigione scopre la pittura e la Bibbia: «Questo posto ti ruba l’anima, poi mi sono appassionato alla pittura», scrive. Regala quadri alla famiglia di Chiara: «Per mia figlia un gattino per la sua dolcezza, per mio figlio onde e palme come in Florida, per me montagne perché sa della mia passione per le escursioni». A novembre Chiara lo incontra: «Partita giovedì, tornata lunedì». Nel parlatorio accade qualcosa di molto commovente: «Non ho mai festeggiato un compleanno, nessuno mi ha fatto una torta», le confida.

    Chiara prende un panino dolce dal distributore e assieme cantano «Tanti auguri».  Ricorda quegli istanti: «I suoi occhi brillavano». E poi arriva, pochi giorni fa, l’ultima telefonata: «Era sereno: “Non voglio più vivere in questa gabbia, sono stato qua abbastanza”». Desiderava che le sue ceneri fossero sparse su una spiaggia francese, «dove non c’è pena di morte»: «Gli ho promesso di essere alla cerimonia, abbiamo riso», racconta Chiara. «Ho ricevuto più di quanto ho dato», conclude Chiara, tra Ticino e Florida, un ponte umano contro la morte.

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