Nel «ricco Ticino», tra macchine di lusso e ristoranti affollati, si nascondono tante situazioni di povertà. Tra le realtà locali che si spendono in aiuto di famiglie economicamente in difficoltà vi è anche l’associazione «Soccorso d’inverno Ticino» che, in occasione della Festa della mamma, per il quarto anno consecutivo, in collaborazione con Gastro Ticino, ha lanciato una iniziativa di solidarietà a sostegno delle madri in difficoltà.
26 nuclei famigliari monoparentali in condizioni di fragilità economica hanno ricevuto buoni offerti da GastroTicino per un valore compreso tra 100 e 300 franchi. Un gesto semplice ma significativo, che permetterà a 74 persone – tra cui 50 bambini– di vivere un momento di normalità e condivisione all’interno dei ristoranti aderenti all’associazione. L’iniziativa, spiega Paola Eicher-Pellegrini, direttrice di Soccorso d’inverno Ticino, «è rivolta in particolare alle mamme sole, spesso confrontate con situazioni personali complesse, come separazioni difficili e assenza di sostegno economico. Donne che, nonostante tutto, portano avanti con determinazione il proprio ruolo genitoriale, affrontando quotidianamente rinunce e difficoltà».
Mamme sole che a un tratto del loro cammino «si ritrovano ad affrontare difficoltà finanziarie improvvise, e che spesso rimangono anche senza cibo nel frigo da dare ai figli». Tra le tante storie che sono passate dalla associazione, la direttrice ricorda quella di una mamma che «dopo mesi segnati dalla malattia e dalla sofferenza di essere stata lasciata dal compagno, si è ritrovata improvvisamente sola e senza reddito a gestire aspetti della vita della famiglia dei quali non si era mai occupata, fino ad arrivare a scegliere cosa sacrificare per poter dare ai figli l’essenziale. In una lunga lettera, questa signora ci descriveva l’emozione del momento in cui era potuta andare a fare la spesa grazie a uno dei buoni acquisto che le avevamo donato. Tutto le sembrava un lusso». Qualcosa di molto semplice ma che nasconde una emergenza silenziosa presente anche alle nostre latitudini: «Attorno a questa mamma, nessuno sapeva delle difficoltà che stava vivendo, la vergogna era troppa. A poco a poco, la macchina degli aiuti si è messa in moto, la signora ha ricevuto gli aiuti, le abbiamo pagato qualche mese di affitto e l’abbiamo messa in contatto con le persone giuste». Questa è solo una delle tante storie che arrivano all’associazione attraverso una telefonata o i banchetti conoscitivi che vengono allestiti in giro per il cantone: «quando incontriamo le donne sole e in difficoltà, cerchiamo poi di indirizzarle ad altri enti che possono prendere in carico la persona e i suoi figli anche dal punto di vista psicologico e sociale».
L’associazione – che ha sede a Zurigo – si sostiene con i fondi che riesce a raccogliere attraverso i privati e le fondazioni, «la sede centrale ci aiuta là dove noi non riusciamo ad arrivare». La signora Eicher-Pellegrini conferma che oggi le persone che arrivano all’associazione «hanno problemi sempre più complessi, che spesso coinvolgono più ambiti. Noi non diamo mai soldi, ma aiutiamo a pagare le fatture e a saldare i debiti». Dal 1 luglio 2025 al 30 marzo 2026, sono 1406 le persone aiutate da Soccorso d’Inverno Ticino, di cui 580 bambini e 826 adulti. Le richieste in totale sono state 577 di cui 469 approvate, «tra queste sono 150 le famiglie monoparentali, per lo più donne, circa il 32% del totale», conclude la direttrice. (SG)
Per info: info@soccorso-d-inverno.ch