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Diario da Lourdes, giorno 4: un cero dal Ticino

Maria ci porta a Cristo. E questa affermazione si è espressa in modo sublime questa mattina, quando abbiamo celebrato la Santa Messa alla Grotta. Così è iniziata la nostra giornata a Lourdes. È sempre una grande emozione poter celebrare in questo luogo, sapendo e ricordano i grandi prodigi che vi sono accaduti. A presiedere l’Eucaristia è stato Monsignor Erico Zoppis, che nell’omelia ci ha ricordato che tutti noi siamo chiamati dal Signore. Dio chiama e invita sempre alla vita e a essere suoi figli attraverso il Battesimo. Certamente non sono chiamate da poco: entrambe vanno coltivate e fatte fruttificare con impegno e costanza. Siamo però certi che per compiere bene quanto ci è richiesto siamo accompagnati dal Signore. Egli ci continua a illuminare, proprio come le candele che sono davanti alla Grotta, che ricordano la candela del Battesimo e sono il simbolo della luce che ci guida nella notte, illuminando il nostro cammino di cristiani, che sappiamo bene non essere sempre facile.

Alla fine della Messa ci siamo recati alle cappelle della luce, dove abbiamo portato e deposto il nostro cero, simbolo delle nostre preghiere che innalziamo a Gesù per intercessione della Vergine Maria, di quelle dei nostri cari e di tutti coloro che si sono uniti spiritualmente a noi in questo viaggio.

Dopo pranzo abbiamo avuto modo di pregare insieme il Santo Rosario, preparato e animato dal gruppo di scaut che ci accompagna in pellegrinaggio. Come per i tanti preziosi servizi che compiono ogni giorno per noi pellegrini, anche in questa occasione hanno saputo dare del loro meglio per aiutarci a riflettere su fatti della nostra quotidianità più semplice e, sapendogli dare una nuova prospettiva e ricordandoci che il Signore va rimesso al centro. Davvero è stato un “Rosario educativo”, come lo ha definito Monsignor Claudio Mottini, nel breve intervento finale.

Subito dopo, ci siamo recati nella Basilica San Pio X per partecipare in modo ufficiale all’Adorazione Eucaristica che il Santuario quotidianamente propone. Sarà che a Lourdes non ci sono le folle di qualche anno fa, sarà che è un pellegrinaggio del tutto particolare, ma è stato un momento davvero intenso e di forte legame con il Signore realmente presente nell’ostia consacrata, che abbiamo adorato è pregato tutti insieme, alternando momenti di canto, silenzio e preghiera.

La serata rimane senza impegni comuni, così da lasciare a ognuno la libertà di svolgere le attività che gli stanno più a cuore, sapendo che ormai la fine del pellegrinaggio si avvicina.

Davide Santini

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