Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Mar 17 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Il Papa: nella prevenzione degli abusi è essenziale l'ascolto delle vittime

    La tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non è un ambito isolato della vita ecclesiale, ma una dimensione che permea la cura pastorale, la formazione, il governo e la disciplina. Ogni passo avanti in questo cammino è un passo verso Cristo e verso una Chiesa più evangelica e autentica

    In questo passaggio in inglese di Papa Leone c’è la sintesi di come la Chiesa intende continuare a lavorare nella “costruzione di un’autentica cultura della cura”. Il Pontefice parla ai partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, ricevuti in udienza stamani 16 marzo, nella Sala del Concistoro. Indica loro una prospettiva di “speranza” e “rinnovamento” da perseguire attraverso l’ascolto delle dolorose esperienze delle vittime e dei sopravvissuti, “punti di riferimento essenziali” che portano “alla luce con forza la verità” e insegnano “l’umiltà”.

    LEGGI QUI IL DISCORSO DEL PAPA ALLA PLENARIA DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA TUTELA DEI MINORI

    La cultura della cura

    Gratitudine per il servizio alla Chiesa è quanto esprime il Papa alla Pontificia Commissione per l’opera “impegnativa” e “a volte silenziosa, spesso gravosa, ma essenziale per la vita della Chiesa e per la costruzione di un’autentica cultura della cura”. Ricorda poi la decisione del suo predecessore Papa Francesco di inserire la Commissione all’interno della Curia Romana; una decisione che rappresenta una direzione ben precisa.

    La prevenzione degli abusi non è un compito facoltativo, ma una dimensione costitutiva della missione ecclesiale.

    Un processo di conversione

    Andando più in profondità, Leone apprezza il dialogo avviato con la Sezione Disciplinare del Dicastero per la Dottrina della Fede, perché “prevenzione” e “vigile disciplina” sono una fruttuosa sinergia. La prevenzione – ricorda – “non è mai solo un insieme di protocolli o procedure” ma nasce dalla formazione della cultura della cura in cui la tutela dei minori non è “un obbligo imposto dall’esterno” ma un processo di conversione “in cui le sofferenze degli altri siano ascoltate e ci spingano ad agire”.

    Le esperienze delle vittime e dei sopravvissuti sono punti di riferimento essenziali. Sebbene siano certamente dolorose e difficili da ascoltare, portano alla luce con forza la verità e ci insegnano l’umiltà mentre ci sforziamo di assistere le vittime e i sopravvissuti. Allo stesso tempo, è proprio attraverso il riconoscimento del dolore provato che si apre un percorso credibile di speranza e rinnovamento.

    Speranza e prudenza

    Papa Leone esorta poi ad una cooperazione ancora maggiore con i Dicasteri visto che il lavoro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori richiede “un approccio multidisciplinare e articolato”. Anche i dicasteri possono a loro volta usufruire di quanto fatto in undici anni di servizio in particolare nell’ascolto “attento e sincero” delle vittime e dei sopravvissuti e delle loro famiglie. Il Pontefice ricorda che la Relazione annuale della Commissione “è uno strumento di grande importanza” ma anche “di speranza e prudenza, che devono andare di pari passo per il bene della Chiesa”.

    La speranza ci impedisce di cedere allo scoraggiamento; la prudenza ci preserva dall’improvvisazione e dalla superficialità nell’affrontare la prevenzione degli abusi.

    Nessuno si senta solo

    “L’ascolto delle vittime e l’accompagnamento delle stesse – afferma il Vescovo di Roma - devono trovare espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale”. L’esortazione viene estesa anche agli Ordinari e ai Superiori Maggiori, è necessario infatti che il lavoro della Commissione diventi “una risorsa” per tutti perché “nessuna comunità all’interno della Chiesa si senta sola in questo compito”. “Preziosa”, afferma Leone, è anche l’iniziativa “Memorare”, istituita nel 2023, che ha proprio lo scopo di assistere e collaborare con le Chiese locali di tutto il mondo nella formazione e nel rafforzamento delle capacità di prevenzione e protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili.

    Sostenere le Chiese locali, specialmente dove mancano risorse o competenze, significa dare espressione concreta alla solidarietà ecclesiale.

    I segni dei tempi

    In attesa della terza relazione annuale “sui progressi incoraggianti già compiuti”, il Papa ricorda che ci sono due aree, già prese in considerazione, che vanno approfondite: “il concetto di vulnerabilità in relazione agli abusi e la prevenzione degli abusi sui minori facilitati dalla tecnologia nello spazio digitale”.

    Leggendo questi “segni dei tempi”, aiutate la Chiesa ad affrontare con coraggio le sfide della salvaguardia e a rispondere con chiarezza pastorale e rinnovamento strutturale.

    Il Papa afferma di attendere "con interesse"  le linee guida universali, che stanno prendendo forma concreta, per dare il via libera dopo "un adeguato studio e discernimento". “Tutto il vostro impegno – conclude Leone XIV - dimostra che la vostra missione non è semplicemente l’istituzione di un processo formale, ma un segno di comunione e di responsabilità condivisa”.

    fonte: vaticannews

    News correlate

    News più lette