di Dennis Pellegrini/Catt.ch
Dietro ai red carpet, alle proiezioni in Piazza Grande e al viavai di cineasti da tutto il mondo, il Locarno Film Festival porta avanti da anni un lavoro meno visibile ma altrettanto significativo: quello sulla sostenibilità. Non si tratta di un'etichetta di facciata, ma di una strategia che la manifestazione ticinese declina lungo tre assi complementari — sociale, ambientale ed economico — nella convinzione che un grande evento culturale possa e debba essere anche un motore di sviluppo responsabile per il territorio che lo ospita.
Un festival per tutti
Sul piano sociale, l'obiettivo dichiarato è quello di costruire un festival aperto, accessibile e capace di rispecchiare la varietà del suo pubblico. Nell'edizione di quest'anno questo si traduce in scelte concrete: la traduzione simultanea in italiano, tedesco, francese e inglese durante gli incontri, l'audiodescrizione in francese e tedesco per alcuni titoli, proiezioni pensate per chi ha esigenze sensoriali particolari, e una cerimonia di premiazione accompagnata dalla Lingua dei Segni Italiana.
A questo si affianca il lavoro, portato avanti tutto l'anno, di Locarno Factory ed Edu con le scuole del territorio: laboratori, incontri con i registi e progetti pensati per formare uno sguardo critico sui media audiovisivi fin dalla giovane età. Iniziative come Locarno Kids, l'Atelier du Futur (realizzato in collaborazione con la Mobiliare) o la Spring Academy con la CISA coinvolgono ogni anno migliaia di ragazzi, offrendo loro non solo intrattenimento ma vere occasioni di formazione e di primo contatto con il mondo del cinema.
La corsa verso la neutralità climatica
Il fronte ambientale è forse quello su cui il Festival ha investito con maggiore sistematicità negli ultimi anni. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: arrivare alla neutralità climatica entro il 2050, un traguardo che passa innanzitutto dal monitoraggio delle proprie emissioni. Dal 2023 vengono infatti calcolate le emissioni dirette e indirette generate dalle attività della manifestazione, un dato che permette di misurare i progressi compiuti anno dopo anno.
Le scelte concrete non mancano: tutte le proiezioni, da Piazza Grande alle sale minori, sono alimentate al 100% da energia rinnovabile grazie alla collaborazione con SES. Sul fronte della mobilità, il Festival ha stretto accordi con FFS, Autopostale e Publibike per incoraggiare spostamenti a basso impatto. Anche la ristorazione ufficiale ha cambiato volto, con una netta riduzione delle proposte a base di carne a favore di menu vegetali e prodotti locali e biologici. Persino gli oggetti simbolo del Festival raccontano questo cambiamento: le borse ufficiali sono realizzate in fibra di cellulosa vegetale, mentre i porta badge contengono il 90% di poliestere riciclato. A ciò si aggiungono la digitalizzazione crescente delle pubblicazioni e del sito, la raccolta differenziata diffusa in tutte le sedi, la donazione degli scarti alla Fondazione Diamante e la collaborazione con Too Good To Go per recuperare il cibo avanzato dagli eventi.
Un motore per il territorio
Il terzo pilastro riguarda la ricaduta economica sul Locarnese e sul Canton Ticino. Il Festival non è solo una vetrina internazionale che porta pubblico e turismo in città, ma anche un generatore di competenze e opportunità professionali: oltre la metà dei fornitori coinvolti è di provenienza ticinese, e ogni edizione mette a disposizione centinaia di occasioni di lavoro e stage per i giovani della regione. Le collaborazioni con enti come LAC, OSI, MASI o Castellinaria contribuiscono a rafforzare un ecosistema culturale che va ben oltre le due settimane di programmazione.
A questo si aggiunge il ruolo di Locarno Factory come vero e proprio incubatore: residenze artistiche, mentorship e occasioni di incontro tra talenti emergenti e professionisti affermati alimentano ogni anno nuovi progetti, molti dei quali coinvolgono troupe giovani e a forte presenza femminile, radicate sul territorio.
Una visione d'insieme
A tenere insieme questi tre ambiti c'è un'adesione più ampia a standard internazionali: il Festival fa parte dell'UN Global Compact Network Switzerland and Liechtenstein ed è classificato al livello II del programma Swisstainable. Un impegno, insomma, che accompagna silenziosamente ogni edizione della kermesse, e che quest'anno — con Locarno79 in pieno svolgimento — continua a intrecciarsi con la programmazione cinematografica, ricordando che la settima arte, anche quando celebra la finzione, non può prescindere da un rapporto responsabile con la realtà che la ospita.