Un luogo dove “promuovere la biodiversità negli insediamenti con servizi ecosistemici perchè tutto questo ha un’utilità per l'uomo”, così Guido Maspoli dell’Ufficio del Territorio e dell’ambiente del Canton Ticino ha introdotto il progetto del Giardino Laudato si’, i cui lavori sono stati inaugurati domenica 6 settembre al Centro San Giuseppe a Lugano. Il giardino è un progetto nato nell’ex Monastero delle cappuccine di Lugano, oggi noto come Centro Pastorale San Giuseppe in via Cantonale 2a. Nel 1993 le cappuccine chiusero la scuola che qui sorgeva e dal 2013 l’edificio da convento che era, è stato convertito in Centro Pastorale. Dal 2025 l’Unione femminile cattolica ticinese (Ufct), collaborando con il Seminario San Carlo e con il Centro stesso ha iniziato un progetto di recupero del giardino, giunto domenica alla fase di avvio ufficiale dei lavori. Così nella mattinata del 6 settembre, alla presenza di oltre una cinquantina di persone, dapprima sono stati mostrati i progetti dello studio di architettura luganese Aquilialberg Architects e poi - introdotti da don Emanuele di Marco - hanno preso la parola Guido Maspoli, dell’Ufficio del Territorio, Vroni Peterhans, direttrice di Oeku (Chiese per l’ambiente) e Corinne Zaugg (UFCT).
Guido Maspoli ha sottolineato che gli interventi studiati mirano a inserire nel giardino piante ideali nell’attuale cambiamento climatico come sono quelle che si trovano in una zona a clima mediterraneo. Quindi si è scelto di lasciarsi ispirare dalla Bibbia. Si sta lavorando su un elenco di 150 piante bibliche che consentono di soddisfare anche altre esigenze come - ad esempio - attività didattiche, permettendo inoltre di gestire il giardino senza impianto di irrigazione.
La pianta che successivamente è stata piantata come “prima” del giardino è stato il mirto, citato dal profeta Isaia (Is 55,13), simbolo di trasformazione, rinascita e fedeltà a Dio.
Vroni Peterhans ha ricordato la coincidenza con l’anniversario francescano degli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi, alla cui spiritualità è legato il luogo ad origine francescana in cui sorge il giardino. Vreni Peterhans ha sottolineato come il progetto voglia attuare i principi dell'Enciclica Laudato si', mettendo in luce l’importanza del giardino anche come luogo di incontro e dialogo con ogni uomo e donna e occasione di ecumenismo vissuto.
Corinne Zaugg, presidente dell’UFCT ha ringraziato le fondazioni e istituzioni che hanno sostenuto l'iniziativa, in Ticino e nel resto della Svizzera, don Di Marco, Guido Maspoli e lo studio di architettura che ha introdotto l'evento ma pure tutta l'Ufct a partire dalla signora Emma Gabriele e le donne del Frauenrat arrivate in Ticino per l’evento. Zaugg ha ripreso il pensiero di alcune donne relativamente al creato. Ha citato la teologa battista Elisabeth Green, la presidente del coordinamento delle teologhe italiane Simona Segoloni Ruta e infine ha lasciato l’ultima significativa battuta, alla scrittrice italiana Pia Pera che descrive il rapporto con un giardino mai come un’attività a senso unico:
non ci siamo solo noi esseri umani a curare l’ambiente, ma anche l’ambiente cura noi.
Questa frase si fa quindi auspicio per il futuro del Giardino Laudato si’: uno spazio verde come luogo del cuore. Per realizzarlo - ha concluso Zaugg - ci vorrà pazienza, ancora un discreto aiuto economico e tanta cura.
Al termine, don Emanuele Di Marco ha celebrato la Messa seguendo la liturgia del tempo del creato, una prima a livello ticinese. È seguito un buffet rispettoso del creato che ha permesso ai partecipanti di condividere idee e esperienze.