Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image COMMENTO

"Nessuno vi farà del male": Quando il cinema sceglie la memoria invece della retorica

di Katia Senjic*

Ci sono film sulla guerra che mostrano la distruzione. E poi ci sono film che raccontano ciò che resta dopo la distruzione: il silenzio, la memoria, le vite sospese. Nessuno vi farà del male di Dino Hodić appartiene decisamente a questa seconda categoria.

Il documentario affronta il genocidio di Srebrenica senza indulgere nello spettacolo del dolore. Non cerca immagini scioccanti né facili scorciatoie emotive. Al contrario, sceglie la misura, il tempo lungo dell'ascolto e la dignità delle persone. È una scelta coraggiosa, perché significa rinunciare all'effetto immediato per costruire qualcosa di più difficile: una comprensione profonda.

Uno degli aspetti più riusciti del film è il continuo dialogo tra la vicenda personale e quella collettiva. La storia di Hasan non rappresenta soltanto un individuo, ma diventa una porta d'accesso a una tragedia che continua a interrogare l'Europa intera. Allo stesso tempo, Hodić non nasconde la propria presenza: il documentario parla anche del bisogno del regista di confrontarsi con una memoria che appartiene alla sua stessa storia. Questa doppia prospettiva rende il racconto autentico e impedisce che la memoria si trasformi in un semplice esercizio storico.

Dal punto di vista cinematografico, il documentario colpisce per il suo equilibrio. La fotografia è sobria, il montaggio lascia respirare i silenzi e il ritmo non cede mai alla tentazione della spettacolarizzazione. È un cinema che si fida dello spettatore e della forza delle testimonianze, senza sentire il bisogno di guidarne continuamente le emozioni.

Personalmente, è proprio questa sobrietà ad avermi convinta. Di fronte a un tema come Srebrenica sarebbe stato facile cadere nella retorica o nel sentimentalismo. Hodić sceglie invece una strada più difficile e, proprio per questo, più efficace: lo spettatore viene invitato a riflettere, infatti gli si chiede attenzione e disponibilità. Non offre spiegazioni semplicistiche e non cerca di compiacere un pubblico abituato a ritmi veloci. È un'opera che domanda tempo, ascolto e partecipazione. Ma è esattamente questa richiesta a costituire uno dei suoi maggiori pregi.

Nessuno vi farà del male non è soltanto un documentario sulla guerra in Bosnia e il genocidio di Srebrenica. È una riflessione sulla responsabilità della memoria, sul rapporto tra passato e presente e sul dovere di continuare a raccontare ciò che è accaduto quando il rischio più grande diventa l'indifferenza o, ancora peggio, il negazionismo.

In un'epoca in cui le guerre sembrano susseguirsi senza lasciare il tempo di elaborare le precedenti, il film di Dino Hodić ricorda che la memoria non è un esercizio rivolto al passato, ma uno strumento per comprendere il presente e, forse, per immaginare un futuro diverso.

*co-coordinatrice del Centro per la Nonviolenza della Svizzera Italiana

News correlate

News più lette