Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Papa Leone è arrivato all'ospedale Gemelli, l'operazione nel pomeriggio di oggi, martedì 13 ottobre

Il segnale è stato un “oooh!” partito dall’ingresso esterno del Gemelli, quello affacciato sulla sempre trafficata via della Pineta Sacchetti. Una esclamazione collettiva riverberatasi fino al piazzale dove il sole primaverile (anzi, quasi estivo) rende ancora più enorme l’ombra della famosa statua di Giovanni Paolo II. “Eccolo, eccolo, è arrivato!”. Papa Leone XIV è giunto alle 13.07 al Policlinico romano dove nel pomeriggio di oggi, martedì 13 ottobre, subirà l’intervento di rimozione di un nodulo circoscritto al polmone dall’équipe medica di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora. E dove, secondo le attuali previsioni, rimarrà degente per circa una settimana. Un ingresso pubblico in ospedale da parte del Papa, come pubblico, d’altronde, è stato l’annuncio dato all’Angelus di domenica scorsa, tra lo stupore collettivo, e un forte senso di tenerezza suscitato da un uomo che non ha celato la sua fragilità fisica e si è affidato alle preghiere di tutti. Parlano di “tenerezza”, infatti, e anche di “commozione” ma non di “preoccupazione” le persone, le centinaia di persone, assiepate qui al Gemelli che attendevano il Pontefice dalle prime ore del mattino. Nessuno aveva dato previsioni di orari sull’arrivo, nessuna certezza sul percorso. Solo sussulti continui ad ogni sirena della polizia (“È lui?”) e gli occhi fissi al cielo: “Ah ma non doveva venire in elicottero?”, domanda una signora. Ed in effetti un elicottero è apparso sopra il piazzale quando il corteo di auto della sicurezza ha varcato i cancelli del Gemelli, distraendo dalla jeep scura con a bordo il Papa arrivata in pochi minuti dopo l’uscita dalla Porta del Perugino alle 12.57.

Gli occhi del mondo, domenica mattina tutti puntati sulla finestra del Palazzo Apostolico, oggi 13 ottobre si rivolgono al Policlinico Gemelli, dove Papa Leone XIV è ricoverato per l’operazione annunciata da lui stesso all’Angelus. Il nodulo al polmone è emerso da “recenti” controlli, come ha detto Leone stesso. Controlli “di routine”, ha spiegato Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in risposta alle domande di tantissimi giornalisti sulla salute del Pontefice. Rimane valida anche l’indicazione sulla tempistica prevista per il ricovero post operatorio e cioè di “circa una settimana”. A motivo del ricovero ospedaliero, ha fatto sapere la Prefettura della Casa Pontificia, vengono annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre.

Cambiamenti nel programma sul summit Amoris laetitia

Leone XIV – al quale stanno giungendo da domenica scorsa i messaggi di auguri dalle Chiese e dalle autorità politiche dei cinque continenti – ha intanto mantenuto nella mattinata di ieri, lunedì 12 ottobre tutte le udienze previste. Non ha preso parte, invece, ai lavori del pomeriggio all’incontro in Aula Paolo VI su Amoris laetitia, dieci anni dopo la pubblicazione.

In generale l’operazione e la successiva degenza implicano “dei cambiamenti anche nel modo di concepire lo sviluppo del nostro incontro”, ha spiegato in un briefing nella Sala Stampa della Santa Sede padre Giacomo Costa, responsabile della metodologia del summit e consultore della Segreteria Generale del Sinodo.

Uno di questi cambiamenti è anche la Messa prevista mercoledì 14 ottobre in Piazza San Pietro con tutti i partecipanti all’evento (capi delle Chiese orientali, presidenti delle Conferenze Episcopali, coppie ed esperti). Non sarà più ovviamente il Papa a presiedere la celebrazione, ma il Pontefice stesso ha deciso di affidarla al cardinale Luis Antonio Tagle, recentemente eletto come decano del Collegio cardinalizio. “Nella Messa pregheremo in modo particolare per la salute del Santo Padre oltre che per le famiglie”, ha detto Costa.

Un’altra novità riguarda il Rapporto di Sintesi che doveva essere redatto alla fine del summit. Il Papa, ha informato ancora il gesuita, “aveva il desiderio di ascoltare e di dire la sua parola”, quindi “ha chiesto anche che il report non venga pubblicato, differentemente da quanto previsto, perché vorrebbe ascoltarlo e dire la sua”. Leone XIV si riserva quindi di ricevere il documento e “una volta uscito dal ricovero, riprendere anche i materiali e poter dire una sua parola”. “Penso – ha osservato Costa - che sia bello questo suo desiderio di ascoltare, di non far passare l’incontro così, di avere la possibilità di dire una parola per aiutare l’impegno di tutta la Chiesa”.

La veglia della Diocesi di Roma

E tutta la Chiesa si stringe oggi in preghiera intorno al suo pastore. Il cardinale vicario Baldo Reina ha invitato tutte le comunità parrocchiali e religiose della Diocesi di Roma a unirsi in preghiera per il Papa. Alle 18 di oggi, il cardinale presiederà la recita del Rosario nella Cappella San Giovanni Paolo II del Policlinico Gemelli, "per esprimere la vicinanza e l’affetto della Chiesa di Roma al suo Vescovo". Alla stessa ora, tutte le comunità parrocchiali e religiose di Roma sono invitate a recitare il Rosario, affidando Leone XIV alla intercessione della Madonna e accompagnandolo con la preghiera in questi giorni.

Fonte: Vatican News

News correlate

News più lette