Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

"Piazza nostra": le voci nascoste dietro 80 anni di Festival

Una mostra al Museo Casorella e un percorso urbano raccontano Locarno attraverso gli occhi di chi il Festival lo ha fatto vivere, dietro le quinte

Mentre Locarno79 illumina ancora una volta Piazza Grande, a pochi passi dal cuore pulsante della kermesse si apre un racconto parallelo, più silenzioso ma non meno significativo. Dal 6 agosto al Museo Casorella prende avvio piazza nostra, una mostra che capovolge la prospettiva abituale sul Festival del film: non più i riflettori sulle star e sui red carpet, ma la memoria di chi ha reso possibile, anno dopo anno, la magia del cinema all'aperto.

Il progetto, ideato dagli storici Cyril Cordoba (Université de Fribourg) e Joséphine Métraux (métraux&), nasce da un lavoro di raccolta durato oltre un anno: più di cento ore di interviste, realizzate tra l'agosto 2024 e il novembre 2025, a ex collaboratori, residenti, spettatori affezionati e commercianti del centro storico. Voci che normalmente restano fuori dai racconti ufficiali della manifestazione, e che qui trovano finalmente spazio.

Una cabina che è già storia

La mostra si articola in due momenti distinti. Il primo si trova nella corte interna del Museo Casorella, all'interno dell'ex cabina di proiezione di Piazza Grande — un oggetto che porta con sé una storia propria, affascinante quanto quella che racconta. La struttura originaria risale al 1971, quando gli architetti Livio Vacchini e Luigi Snozzi trasformarono la piazza cittadina in una sala cinematografica a cielo aperto, ricavando la cabina da due gusci di piscine in plastica. Il modello fu poi rinnovato nel 1990 da Patricia Boillat, tra le fondatrici del settore "Image & Sound" del Festival, insieme all'architetto Rolando Ulmi. Qui, tra pannelli esplicativi e immagini d'archivio provenienti dalla Cinémathèque suisse, i visitatori potranno ripercorrere la genesi di un dispositivo tecnico diventato, col tempo, parte dell'identità stessa del Festival.

La città come archivio vivente

Il secondo tassello del progetto esce dalle sale del museo per invadere lo spazio urbano. Grazie a una mappa pieghevole, un percorso a piedi condurrà i visitatori nei luoghi evocati dalle testimonianze raccolte: dal leggendario Grand Hotel, con la sua piscina che fu per decenni punto d'incontro imprescindibile del Festival, fino ai retroscena organizzativi necessari a far vivere ogni sera, in Piazza Grande, l'esperienza cinematografica a ottomila spettatori. Lungo il tragitto, sette brevi video selezionati dal corpus di interviste saranno accessibili tramite codici QR — un modo per rendere la memoria orale immediatamente fruibile, quasi tattile, nello spazio stesso in cui quei ricordi sono nati.

Al termine dell'esposizione, l'intero archivio delle interviste video sarà depositato presso la Cinémathèque suisse, garantendo così l'accesso permanente a ricercatori, media e pubblico.

Un Festival nato controverso

Il progetto si inserisce in un anno particolarmente simbolico: il Festival del film di Locarno, fondato nel 1946, compie infatti ottant'anni. Una storia, ricorda Cordoba nel suo recente libro Désaccords à Locarno: une histoire politique du Festival international du film (1946-1991), tutt'altro che lineare: nei primi quattro decenni di vita, la rassegna fu spesso percepita come troppo sovversiva per una Svizzera ancora fortemente conservatrice, e attraversata da scandali e tensioni che lo storico colloca nel più ampio contesto socioculturale dell'epoca.

piazza nostra si propone dunque come un tassello ulteriore in questa rilettura storica: non un'agiografia della manifestazione, ma un tentativo di restituire complessità e pluralità di voci a un evento che ha segnato profondamente l'identità culturale della regione — e che oggi, con la candidatura di Locarno alla Rete delle Città Creative UNESCO per il cinema, guarda anche al proprio futuro come luogo di memoria condivisa.

Informazioni pratiche

L'inaugurazione ufficiale è fissata per l'8 agosto alle 14:00, con rinfresco a seguire. Il Museo Casorella (Via Bartolomeo Rusca 5, Locarno) resterà eccezionalmente aperto fino alle 23:00 dal 6 al 15 agosto, in concomitanza con il Festival; negli altri periodi l'orario è da martedì a domenica, festivi inclusi, dalle 10:00 alle 16:30. La mostra resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027. Maggiori informazioni, immagini e la mappa del percorso sono disponibili su piazzanostra.ch.

News correlate

News più lette