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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (26 febbraio 2026)
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  • Il Papa all'Angelus prega per il vescovo Alvarez condannato in Nicaragua

    Dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti: Gesù dichiara di essere venuto per questo nel Vangelo odierno. Papa Francesco spiega il significato di tali parole all’Angelus, chiarendo ciò che Cristo vuole farci capire, ossia che “le norme religiose servono", "sono buone”, ma “per dare loro compimento è necessario andare oltre la lettera e viverne il senso”. Così se “la Scrittura dice di ‘non uccidere’”, “per Gesù non basta se poi si feriscono i fratelli con le parole”, e si commette adulterio anche quando “si vive un amore sporcato da doppiezze e falsità”.

    I comandamenti che Dio ci ha donato non vanno rinchiusi nelle casseforti asfittiche dell’osservanza formale, se no rimaniamo in una religiosità esteriore, una religiosità distaccata, servi di un “dio padrone” piuttosto che figli di Dio Padre. E Gesù vuole questo, non avere l’idea di servire un Dio padrone, ma il Padre, e per questo è necessario andare oltre la lettera.

    Dio fa il primo passo verso di noi

    Gesù offre un esempio più concreto parlando del rito delle offerte a Dio per ricambiare simbolicamente "la gratuità dei suoi doni", aggiunge il Papa, considerato “molto importante", tanto che era vietato interromperlo se non per motivi gravi”. Ebbene, Cristo “afferma che si deve interromperlo se un fratello ha qualcosa contro di noi, per andare prima a riconciliarsi con lui”.

    Dio ci ama per primo, gratis, facendo il primo passo verso di noi senza che lo meritiamo; e allora noi non possiamo celebrare il suo amore senza fare a nostra volta il primo passo per riconciliarci con chi ci ha ferito. Così c’è compimento agli occhi di Dio, altrimenti l’osservanza esterna, puramente rituale, è inutile.

    Non accontentarsi del minimo indispensabile ma fare il massimo

    Anche oggi, osserva Francesco, ci si sente a posto per non avere ucciso, o rubato o fatto del male, ma questa, rimarca il Papa, è “osservanza formale”, “che si accontenta del minimo indispensabile”. Invece “Gesù ci invita al massimo possibile”.

    Dio non ragiona per calcoli e tabelle; Lui ci ama come un innamorato: non al minimo, ma al massimo! Al massimo. Non ci dice: “Ti amo fino a un certo punto”. No, l’amore vero non è mai fino a un certo punto e non si sente mai a posto; l’amore va sempre oltre, non può farne a meno.

    Amarsi gli uni gli altri dà compimento alla Legge, alla fede, alla vita

    Dio ci ha mostrato il suo grande amore “donandoci la vita sulla croce e perdonando i suoi uccisori”, specifica Francesco, “e ci ha affidato il comandamento a cui più tiene: che ci amiamo gli uni gli altri come Lui ci ha amati”. Ed è questo, precisa il Papa, l’amore che dà compimento alla Legge, alla fede e alla vita.

    Una fede non di soli formalismi

    L’invito di Francesco è ad un esame di coscienza su come si vive la fede, se si tratta di soli formalismi o di una “storia d’amore con Dio”, se ci si accontenta soltanto di non fare del male, “di tenere a posto ‘la facciata’” o se si cerca “di crescere nell’amore a Dio e agli altri”.

    Perché magari siamo inflessibili nel giudicare gli altri e ci scordiamo di essere misericordiosi, com’è Dio con noi.

    Da qui l’invocazione del Papa a “Maria, che ha osservato perfettamente la Parola di Dio”, perché “ci aiuti a dare compimento alla nostra fede e alla nostra carità”.

    In preghiera per il Nicaragua

    Lo sguardo del Papa alla fine dell'Angelus va oltre piazza San Pietro, verso il Nicaragua, da dove giungono notizie che lo addolorano “non poco”, in riferimento a quanto accaduto nelle ultime ore nel Paese latinoamericano, da dove sono stati espulse 222 persone e un vescovo è stato condannato a 26 anni di carcere e chiede ai fedeli presenti in piazza di pregare la Madonna:

    Non posso qui non ricordare con preoccupazione il vescovo di Matagalpa, monsignor Rolando Alvarez, a cui voglio tanto bene, condannato a 26 anni di carcere e anche le persone che sono state deportate negli Stati Uniti. Prego per loro e per tutti quelli che soffrono in quella cara nazione. E chiedo a voi la vostra preghiera. Domandiamo inoltre al Signore, per l’intercessione dell’Immacolata Vergine Maria, di aprire i cuori dei responsabili politici e di tutti i cittadini alla sincera ricerca della pace che nasce dalla verità, dalla giustizia, dalla libertà e dall’amore e si raggiunge attraverso l’esercizio paziente del dialogo. Preghiamo insieme la Madonna 

    Vaticannews/red

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