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L’Opera di don Orionea Lopagno festeggia 75 anni di presenza viva

di Katia Guerra

Sono passati 75 anni dalla nascita dell’Istituto Don Orione (oggi Casa Don Orione) a Lopagno, durante i quali molto è cambiato ma non la volontà di mettere la persona al centro, che rimane il filo rosso che lega il passato, al presente e al futuro.

È dalla consapevolezza che ogni bambino ha il diritto di essere valorizzato e dalla necessità di strutture adeguate ad accogliere i più fragili che negli anni Cinquanta ha preso forma l’Istituto. Rispondeva ad un bisogno concreto nel contesto sociale e culturale del Ticino di allora e che, profeticamente, don Luigi Orione (1872-1940), fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza dedicata all’assistenza ai poveri, agli orfani e ai disabili, aveva intercettato. Scrisse più volte all’allora vescovo della Diocesi di Lugano Aurelio Bacciarini chiedendogli di aiutarlo a «piantare una tenda» in Ticino. Una risposta concreta arrivò più tardi, dopo la scomparsa di don Orione, da mons. Angelo Jelmini, vescovo attento osservatore delle esigenze sociali del Cantone, che favorì l’arrivo della Congregazione in Ticino. Nell’inaugurare e benedire il 19 marzo 1952, festa di San Giuseppe, il nuovo Istituto, che ha preso vita in quella che era la villa di un avvocato genovese, mons. Jelmini esortò tutti a lavorare e vivere con lo spirito di carità di don Orione.

Don Luciano Degan, della Piccola Opera della Divina Provvidenza, ha vissuto 25 anni a Lopagno. È stato l’ultimo direttore, prima che, nel 2009,la gestione dell’opera passasse nelle mani della Fondazione San Gottardo. Ci racconta di un periodo molto arricchente e di rapporti umani costruiti nel tempo, oltre che di grandi trasformazioni. «Dalle origini come scuola medico-pedagogica e scuola speciale, la realtà di Lopagno ha conosciuto nel tempo una trasformazione importante, adeguandosi ai cambiamenti sociali e legislativi. I ragazzi di ieri sono diventati adulti, con nuovi bisogni e nuove domande, prima fra tutte quella che spesso preoccupa le famiglie: “E dopo di noi?”. Ricordo ancora oggi con commozione i colloqui con genitori preoccupati per il futuro dei loro figli. Da qui la scelta di sviluppare un laboratorio occupazionale protetto e soluzioni abitative che offrissero un ambiente il più possibile familiare, senza mai sostituirsi alla famiglia, ma affiancandola e garantendo continuità e dignità di vita», ci racconta. Un’opera illuminata dal carisma di don Orione, che amava ricordare che è nel più fragile degli uomini che brilla l’immagine di Dio. «E aggiungeva che la carità e solo la carità salverà il mondo», sottolinea don Degan. La fede nella Provvidenza è un altro tratto distintivo del carisma di don Orione, che a Lopagno don Luciano ha più volte sperimentato. «Un episodio, in particolare, mi è rimasto impresso: mentre con l’architetto si stava progettando la nuova costruzione, ho espresso il desiderio di poter inserire una piscina, ma a causa dei costi questo sembrava destinato a rimanere un sogno nel cassetto. Nel mentre, si è presentata alla porta una signora che stava cercando a chi destinare dei fondi di una Fondazione che aveva cessato la sua attività in favore dell’infanzia. Abbiamo così potuto realizzare la piscina». L’Opera è stata sostenuta fin dagli anni Settanta anche dall’associazione Amici e Volontari Opera Don Orione di Lopagno, attiva ancora oggi.

La gestione della casa affidata alla Fondazione San Gottardo

Ulteriori modifiche legislative, in particolare con l’entrata in vigore nel 2004 della Legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti di disabili (LDis), le accresciute necessità specialistiche, oltre che a un calo delle vocazioni, hanno spinto la Congregazione ad affidare nel 2009 l’Opera alla completa gestione della Fondazione San Gottardo, anch’essa attiva nell’accoglienza e nell’accompagnamento di persone adulte con disabilità. «Oggi a Casa Don Orione vivono un trentina di adulti», ci spiega Ursula Dandrea, dallo scorso novembre direttrice della Fondazione San Gottardo. «Mettere la persona al centro è la nostra visione. Questo significa che la persona è coinvolta in modo attivo nelle decisioni che la riguardano e il progetto è costruito in sinergia con la rete di riferimento, in considerazione della sua individualità e nel rispetto della libertà individuale. L’obiettivo è di portare il più possibile le persone all’autonomia. Si privilegia il dialogo, la negoziazione e la responsabilizzazione». L’intervento si realizza attraverso misure e attività individuali e di gruppo con particolare attenzione all’inclusione e alla qualità di vita della persona con disabilità. Accanto ad attività di atelier, come pittura, ceramica, canto, musica e danza, fabbricazione di candele, economia domestica, cura dell’orto, si propongono anche attività sportive e uscite sul territorio. «La sfida oggi è la presa a carico di una popolazione sempre più eterogenea, composta da persone anziane ma anche giovani, spesso con doppia o tripla diagnosi», rivela. «Questo significa un continuo adattamento dei percorsi e delle attività proposte in modo da riuscire a rispondere alle necessità di tutti».

Messa con mons. Alain domani a Tesserete

I 75 anni di presenza dell’opera Don Orione a Lopagno saranno ricordati domani con una Messa alle 10 nella chiesa parrocchiale di Tesserete, presieduta dall’amministratore apostolico Alain de Raemy. Seguirà la presentazione di una pubblicazione che ripercorre la storia dell’Opera Don Orione a Lopagno, dalle sue origini ad oggi. L’evento è organizzato dall’associazione degli Amici e Volontari Opera Don Orione, creata soprattutto allo scopo di mantenere vivi gli ideali e gli insegnamenti di don Luigi Orione, apostolo della carità e prendendo esempio da lui nel promuovere delle opere verso i fratelli più bisognosi. Info ulteriori: amicidonorionelopagno.ch.

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