Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (23 gennaio 2026)
Advertisement
  • Concilio Vaticano II, apertura: 11.10.1962

    Concilio Vaticano II, 60 anni dopo. Quella «nuova Pentecoste» ancora in fase di attuazione

    di Katia Guerra

    L’8 dicembre si ricordano i 60 anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, l’evento svoltosi fra il 1962 e il 1965, attraverso il quale la Chiesa ha rimesso al centro la realtà del popolo di Dio, si è aperta alla contemporaneità e, soprattutto, ha gettato le basi per un autentico dialogo ecumenico e interreligioso, nel rispetto delle altre religioni, ribadendo la centralità della Parola di Dio e per una riforma liturgica - a cui diede un grande contributo il vescovo ticinese Angelo Jelmini.

    L’eredità del Concilio Vaticano II è ancora oggi una grande opportunità affinché la Chiesa sia «non del mondo, ma accanto al mondo, perché Cristo possa far percepire che egli è il Salvatore di tutte le donne e di tutti gli uomini», sottolinea il prof. Ettore Malnati che alla FTL tiene un corso sul tema.

    Prof. Malnati, qual è l’attualità del Concilio?

    Il Concilio è stato veramente, come diceva Giovanni XXIII, la novella Pentecoste. Nel dopo Concilio abbiamo visto tante deviazioni, restrittive o di eccessiva larghezza.

    Paolo VI, in tutte le sue catechesi, ha cercato sempre di proporre una bussola, che non sempre è stata considerata. Però quello che conta è recuperarne profondamente lo spirito e realizzarlo nelle nostre comunità. Il Concilio ci ha fatto sentire la Chiesa come comunità. Ora la ministerialità deve passare dall’essere comunione ad una reale corresponsabilità: presbiteri, laici, consacrati, consacrate, persone che vogliono offrire il loro tempo pur nella loro «fragilità», per far comprendere che è nella Chiesa che si trova quell’attenzione amicale che proviene dal Vangelo. Il Concilio è stato una grande benedizione di Dio. Dobbiamo sottolineare questo aspetto importante e ricercare l’unità, che non significa uniformità, ma ritrovare quella pluralità che ci porta alla sinergia della bellezza di incontrare Cristo, portare Cristo e fare in modo che il suo messaggio doni a questo mondo in subbuglio quella serenità che permetta di riscoprire la fraternità, come diceva papa Francesco. La missione della Chiesa è duplice: annunciare il Vangelo e, come disse il Concilio, operare perché il mondo viva nell’unità e nella pace.

    Quali le vie di attuazione oggi?

    Continuare l’approfondimento ecumenico e fare ulteriori passi, in sinergia, verso una comunione teologica e magisteriale. Il Concilio ha aperto alla libertà religiosa, con un’attenzione al dialogo interreligioso. Non come un discorso irenico. Infatti, papa Leone non prega nella moschea, ma rispetta il luogo di culto di un’altra religione.

    Sulla scia del Concilio si ritorni ad essere Chiesa - come Popolo di Dio -, nella quale ci si ascolta reciprocamente alla luce della Parola. Chiesa che si edifica, dove, come disse il gesuita Henri de Lubac, ripreso da Paolo VI, «l’Eucaristia fa la Chiesa e la Chiesa fa l’Eucaristia», per essere nel mondo segni di speranza, come suggerisce la costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, nel cui prologo c’è la chiave di lettura del Concilio. Ogni sofferenza, angoscia, gioia e progetto dell’umanità non può essere estraneo alla Chiesa. La Chiesa che esce dal Concilio, la Chiesa del Vangelo è sorella dell’umanità, più che maestra, che mano nella mano porta gli essere umani ad essere maggiormente fratelli, gli uni verso gli altri.

    Leggi anche:

    Il dialogo tra le Chiese cristiane: imprescindibile punto di non ritorno · CATT

    La Parola di Dio nella vita della Chiesa e della società · CATT

    News correlate

    Domenica 25 gennaio 2026: i commenti al Vangelo della liturgia romana e ambrosiana

    Nella Festa della Sacra Famiglia, celebrata dalla liturgia ambrosiana, don Giuseppe Grampa ci ricorda l'importanza di una fede trasmessa e custodita di generazione in generazione, esprimendo gratitudine ai genitori, figure fondamentali nella crescita umana dei figli. Il commento al Vangelo per la liturgia romana è invece a cura di Dante Balbo.

    Il 25 gennaio è la settimana domenica della Parola di Dio: un'opportunità per riflettere

    Interventi e materiali in diverse lingue proposti dalla Federazione Biblica Cattolica sono accessibili online. Si tratta di un'opportunità per approfondire in anteprima il tema “La Parola di Cristo abiti tra voi”.

    Dall’Armenia, antica terra di fede, l’invito a pregare per l’unità dei cristiani nel mondo

    Dal 18 al 25 gennaio ha luogo nel mondo la Settimana ecumenica di preghiera per l'unità dei cristiani, iniziativa promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese e del Dicastero vaticano per la promozione dell’unità dei cristiani. Gli appuntamenti in Ticino.

    Fede e sfide esistenziali: a Lugano un dialogo su senso e spiritualità

    Mercoledì 14 gennaio, alle 20.15, al Centro Cittadella di Lugano, Gianluigi Gugliermetto e Luigino Bruni riflettono sulla cura dell'interiorità di fronte alle tragedie e alle incertezze odierne. Un incontro ecumenico aperto a tutti per cercare nuovi significati e risposte profonde alle sfide della nostra epoca.

    Veglia in memoria delle vittime di Crans in Cattedrale a Lugano

    Venerdì 9 gennaio in occasione della giornata di lutto in Svizzera per le vittime della tragedia in Vallese, il vescovo Alain presiede il momento di preghiera in Cattedrale a Lugano alle 18. Diretta sul canale YouTube della diocesi a cui si può accedere da qui con il link.

    COMMENTO

    Per ripartire da Gesù Cristo con la speranza del suo Vangelo

    Che cosa pensare, progettare e fare alla conclusione di un anno di intensa attenzione alla speranza nell’amore del Dio di Gesù Cristo? Un possibile percorso tracciato da Ernesto Borghi dell'ABSI.

    News più lette