di Michele Ravetta*
In occasione dell’ottavo centenario dalla morte di S. Francesco d’Assisi, anche il convento del Bigorio, sorto nel 1535 in Capriasca, vuole sottolineare la felice ricorrenza attraverso una giornata di festa, in quello che è considerato il primo convento dei Cappuccini in Svizzera e tra i primi al mondo, nato a ridosso della riforma dell’Ordine francescano che ha visto nascere i frati Cappuccini nel 1528.
Domenica 4 ottobre alle 16, in Santuario la Cantoria di Giubiasco, diretta dal maestro Michele Tamagni, eseguirà brani scelti e commentati inerenti la vita del Santo.
23/09/2026
San Francesco a Giubiasco con la Cantoria: concerto nella sera del Transito con musiche di Bacchini
Il 3 ottobre, ottocento anni dopo la morte del Poverello, la Cantoria di Giubiasco e la Corale di Calò eseguono pagine commissionate per l'anniversario, con il commento di fra Michele Ravetta. Il direttore Michele Tamagni racconta il senso del titolo e il fascino del Cantico. Ingresso libero. Repliche anche al Bigorio e a Ravecchia.
A seguire, sarà celebrata la S. Messa solenne sempre accompagnata dalla Cantoria, liturgia presieduta da mons. Alain de Raemy; presenti, per l’occasione, il picchetto d’onore delle guardie pontificie, le Autorità comunali di Capriasca ed il comando della Polizia Cantonale. Seguirà un rinfresco sul sagrato. Durante la funzione, sarà pure inaugurato in Santuario un prezioso arazzo donato da Franziska Keller, realizzato in lana su disegno dell’artista capriaschese Cornelia Forster (19061990) raffigurante S. Francesco e realizzato nel noto atelier di tessitura «Raymond Picaud ad Aubusson» (Francia) nella seconda metà degli anni ’60. L’opera misura quasi quattro metri in lunghezza.
Il desiderio dei frati è quello di condividere la gioia dell’intuito che S. Francesco ha avuto di radunare attorno a sé non tanto una famiglia religiosa come poi accadrà, ma amici di Cristo e della Chiesa nella semplicità e radicalità del Vangelo, attraverso la santificazione quotidiana del lavoro e della preghiera, nell’ordinarietà della vita.
I Cappuccini, presenti in Ticino in vari luoghi anche piuttosto discosti come la Valle Leventina, garantiscono la continuità della loro presenza in mezzo alla gente, attraverso la varietà della pastorale e del servizio: nelle parrocchie e Santuari, in ospedale, nelle scuole, in carcere.
L’arazzo donato al convento del Bigorio riassume molto bene la vivacità del carisma francescano, che nel corso di otto secoli possiamo considerare immutato, seppure adattato ai tempi in cui si vive. Anche nel nostro Ordine si affrontano temi quali l’invecchiamento dei frati, l’abbandono delle case ed attività, la scarsità delle vocazioni e le fusioni di Province religiose, ma senza la fiducia in Dio, che ben conosce le esigenze della Chiesa e del mondo, saremmo parte di un mero e passeggero progettare umano e non divino. Il Vangelo, predicato e vissuto da S. Francesco ed oggi attraverso i suoi frati, ci ricorda le parole di Gesù: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me» (Gv 14,1). Noi questa fede in Dio e nel figlio Gesù la vogliamo credere e testimoniare ogni giorno, augurando a tutti quelli che incontriamo sulla nostra strada, il saluto di S. Francesco: «Il Signore ti dia pace!».
L’arazzo rimarrà esposto in modo permanente, e sarà dunque visitabile, nella chiesa del Santuario.
*Rettore del Santuario del Bigorio